Ascensione del Signore, 16 maggio 2010
Cristo è entrato nel cielo stesso
Cari fratelli e Sorelle
in Cristo, la festa dell'Ascensione di Gesù Cristo al Cielo, come abbiamo
ascoltato dal testo sacro: "Fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai
loro occhi", come a quel tempo anche oggi un motivato senso di nostalgia. Lasciando i sentimenti personali sono certo che Gesù
è con noi nell'Eucaristia "e verrà allo stesso modo in cui l'avete visto
andare in cielo" (At 1,1-11). Dal primo versetto
degli Atti si parla di Teofilo. Chi è costui? Siamo un po' tutti,
Teofilo, quando ci abbandoniamo al mistero di Cristo con la forza dello
Spirito Santo. Adesione di fede a Dio, perché il discorso non
sia solo sul piano umano, ma una risposta di fiducia all'evento del battesimo
in Spirito Santo. La promessa del Padre, nel Figlio è realtà presente
per ogni uomo per chi crede e aderisce pienamente nel dono dello Spirito santo le grandi realtà del Cielo. Gesù ascende al ciel perché Dio è re di tutta la terra (Sal
46(47). La preghiera innalzata a Dio cambia i profani desideri perché toccati
dalla potenza di Gesù Cristo che si rende a noi presente nel Pane di vita eterna.
Per accogliere tutto ciò non facciamo svilire la fede.
"Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è
degno di fede colui che ha promesso" (Eb 9,24-28;10-23). Come non essere riconoscenti
a Gesù Cristo che ha dato tutto se stesso mediante il sacrificio per togliere
il peccato di molti. Siamo qui per comprendere nella fede il nostro
stare in chiesa come tempo di pienezza e di grazia, di ringraziamento al
Signore salito al cielo. Lui rimane presente in noi per mezzo dell'inestimabile
dono della santissima Eucaristia nel suo Corpo e nel suo
Sangue versato per noi. Commuoverci di questo significa rimuovere il peccato e
aprirci ai tesori inestimabili della santa messa celebrata dal sacerdote che è
per noi il vero grande motivo di gioia in quanto,
giorno del Signore. Il mandato che Gesù dona agli Undici è predicare a tutti i
popoli, la conversione e il perdono dei peccati. Anche
oggi testimoni del risorto, si affatica nell'annuncio del Vangelo per portare
ovunque il richiamo del senso pieno alla vita (Lc
24,46-53). Accogliamo nel gesto delle mani alzate di Cristo Sacerdote la sua
celeste benedizione, "Mentre li benediceva,si
staccò da loro e veniva portato su, in cielo". Mi pare di vedere le
lacrime degli Apostoli, di Maria, oggi quelle nostre, ma, dopo un po' investiti
da una forza speciale interiore, "con grande
gioia" vogliamo dare tutto il nostro cuore alla lode di Dio e forti del
mandato del Figlio obbediamo all'imperativo: "Andate e fate discepoli
tutti i popoli. fino alla fine del mondo" (Mt 28,19a 20b). Maria Santissima, in questo mese a te
dedicato ci rivolgiamo con preghiera e vicinanza "al dolce Cristo in
terra", il nostro amato Papa Benedetto XVI perché senta la nostra
vicinanza di figli per il tanto bene espresso a favore della Chiesa Cattolica e
da quelli che seminano la zizzania, invochiamo l'aiuto di Gesù, tuo Figlio, a sostenere
il magistero petrino a beneficio della Chiesa
Cattolica. Santità riceva tutto il nostro affetto e ringraziamento e invochiamo con lode: Maria, Madre della Chiesa, prega per noi.
Buona Domenica Don Giovanni Salvia