Domenica di Pentecoste 23 maggio 2010
Vieni, luce dei cuori
Carissimi Fratelli e Sorelle, quante volte abbiamo letto e ci siamo soffermati
nel racconto degli Atti degli Apostoli il brano che tratta i prodigi della
Pentecoste. "Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo, egli che tutto
unisce, conosce ogni linguaggio" (Sap. 1,7). Si,
la confusione delle lingue nella Torre di Babele viene
ordinata dall'unica lingua del Trascendente, lo Spirito d'Amore. Com'è che li
sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? (At
2,1-11). Lo Spirito unisce sempre, la carne, invece, divide sempre! La storia
della Chiesa Apostolica fino a quella di oggi continua
la sua testimonianza fedele al dato rivelato, il contenuto di Verità che non tramonta
mai. Quando il cristiano non accoglie il mistero dell'infinito
si accontenta della pochezza del finito. Si accontenta della vita come il fiore
del campo. "Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra" (Sal 103). Come gli Apostoli anche noi Chiesa siamo tutti
pieni di Spirito Santo, abbiamo da Lui ricevuto il potere di parlare in altre
lingue; senza protagonismi personali ma colmi e gioiosi del suo amore e della
gioia di vivere questa vita con la prospettiva di una promessa certa quella
della vita eterna. "Vieni, Santo Spirito, manda a
noi dal cielo un raggio della tua luce. ospite dolce
dell'anima, dolcissimo sollievo". Oh! Chiesa di Cristo, sei forte
nell'annuncio del vangelo per il dono dello Spirito, la tua Sposa (la Chiesa) che non ha paura
del potere del male, perché si lascia guidare dallo Spirito per non essere
soffocati dalle fieri del male. "Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene"
(Rm 8,8-17). Il desiderio spirituale di ogni uomo è accogliere lo Spirito come dono perfetto del Padre
per essere eredi di Dio, coeredi di Cristo, a una condizione se "davvero prendiamo
parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria". La forza
della fede è di accogliere la
Parola e testimoniarla ovunque con tenacia e fierezza del
dono di essere cristiani. Con questa bramosia di essere tutti in Cristo, allora, la società moderna si rapporterebbe
in modo diverso, come la chiesa dei primi secoli, in quanto i cristiani erano
conosciuti perché si amavano. Gesù è ancora più
preciso (Gv 14,15-16.23b-26)
l'amore è vero se osserviamo i suoi mandamenti. Amare il Padre significa amare
Cristo amare Cristo significa, amare il Padre, no a
parole, ma con i fatti. Il dono perfetto viene dal Paraclito
che ci insegna ogni cosa. Lo Spirito è il detentore della
verità, tutta intera. Tutto parte da Lui e tutto torna a Lui. Per questo
dobbiamo sentirci inutili se la vita è senza lo Spirito. Vuota, le nostre
preghiere diventano parolaie, col cuore e nel dono dello Spirito la preghiera
si risplende del raggio della sua luce. O Spirito Santo fa' che il quotidiano
delle occupazioni del mondo siano da te illuminati
perché possiamo sempre vivere davvero la Verità del Signore. Solo lo Spirito guida alla
verità tutta intera. I doni terreni sono passeggeri ed effimeri. Il doni dello Spirito sono sempre graditi perché eterni. Lo
Spirito Santo è la forza della Chiesa, è la forza di ogni
cristiano e trova un'alleata fiera che ci sostiene nel cammino, Maria Santissima, la Madre che aiuta la Chiesa, la Regina di tutti i Santi. Buona
Domenica Don Giovanni Salvia