Epifania del Signore, 6 gennaio 2010

"Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima"


"O Padre, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria". Abbiamo pregato con queste parole di colletta per introdurre il nostro dialogo interiore a Figlio di Dio. Isaia (60,1-6) ci incoraggia con queste parole: "Alzati, rivestiti, perché la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra dite". Oggi la luce di questa Chiesa, la nuova Gerusalemme, di questa festosa assemblea radunata, viene a te. Ogni popolo proclama la tua regalità e come i Re Magi ci avviciniamo alla scena della natività per portare oro, incenso e mirra proclamando le glorie del Signore. Solennità che rallegra il cuore dei presenti e dei piccini, ma sappiamo quanti invece sono nel mondo i piccini che non hanno il pane per mangiare e non possono vivere a causa dell'egoismo del mondo. Dobbiamo pregare per questi pargoli indifesi e soli. La regalità di Cristo è anche speranza per i poveri, come abbiamo pregato con il salmo, perché ogni povero su questa terra sarà liberato, Gesù "libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto" (Sal 71) La consolazione che apprendiamo dalla lettera di Paolo (Ef 3,2-3.5-6) è racchiusa nella parola "mistero". "Per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero". Mistero di Cristo che offre a tutte le genti a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, la vita eterna operata da Gesù Cristo è il desiderio primario spirituale di ogni cristiano. Soffermiamoci ora a contemplare con il religioso ascolto le parole dell'infanzia di Gesù dall'evangelista Matteo (2,1-12). Dai Magi affiora il desidero della risposta ad una domanda che è comune a tutti: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei?". Bisogna fare attenzione che la risposta sia il sentire della Chiesa Cattolica affinché sia ponte di verità, essa è custode geloso contro ogni potere terreno. Nella ricerca di verità dei Magi, la stella è come per noi il  navigatore satellitare che ci aiuta ad arrivare alla meta desiderata. La stella cometa, la luce piena che ci fa riempire il cuore pieno di gioia. La luce che indica all'umanità una grotta dove c'è l'autore della vita, il Salvatore del mondo. Attenzione a coloro che con le buone parole e lusinghe di questa terra, nascondano nel proprio cuore l'egoismo del potere come quello di Erode che restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. La manifestazione divina dell'Epifania  segna a quanti non credono in Gesù Cristo, asprezza ed inganno contro i miti re Magi. Può accadere anche oggi, nel nostro tessuto sociale, trasformarci in quei tanti Erode e abitanti di Gerusalemme che rimangano turbati o meglio dire oggi, indifferenti della venuta di Gesù in mezzo a noi. Chiediamo con fede sempre di avere nel nostro cammino la luce di quella stella, per provare come i Magi una gioia grandissima. "Entrati nella casa , videro il bambino con Maria sua Madre, si prostrarono e lo adorarono". Oggi, poche persone entrando in chiesa compiono il gesto umile dei re Magi, prostrarsi ed adorare il Santissimo Sacramento. Questi segni evono ritrovare in noi una fede più ricca di testimonianza, perché dentro al tabernacolo c'è Dio vivo e vero nelle sacre specie del Pane di nostro Signore Gesù Cristo. Il cammino dei Magi è il cammino della Chiesa che non accetta compromessi terreni, vogliamo portare a Gesù Bambino oro, incenso e mirra. Oro e incenso proclamano il Re Dio immortale, la mirra annunzia l'uomo deposto dalla croce. Solo la regalità di Cristo è amore di giustizia e di pace. Chi ama Gesù sa amare il prossimo perché gli piace stare con Gesù dentro al proprio cuore. Chi ama Gesù ama e desidera la luce vera ed entrando nella grotta di Betlemme prostriamoci al Bambino, il Figlio di Dio, il Dio con noi. Attendiamo con coraggio colui che un giorno verrà a giudicare i vivi e i morti. Come Maria e Giuseppe impariamo l'umiltà del cuore nelle relazioni con glia altri e come insegna la santa madre Chiesa, chiamati in Gesù Cristo a  condividere la stessa eredità. Nella luce della stella venga in soccorso ad ogni nostra debolezza per mezzo della bontà di Dio Bambino, tenerezza e bellezza di quanti seguono il vangelo nella fede, nella speranza e nella carità.

Sac. Salvia Don Giovanni