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Domenica di Quaresima, 28 febbraio 2010
"Cercate il mio volto!"
Nell'atto penitenziale abbiamo pregato: "Signore, Figlio eletto del
Padre per riconciliare l'umanità intera sul legno della croce, abbi pietà di
noi". Il mistero dell'amore di Dio, nel dono del suo amato ed unico Figlio
che muore in croce è il percorso dell'intera rivelazione del sacro testo che ha
lo scopo di contemplare il volto trasfigurato di Gesù, in una concezione non
percepibile alla sola ragione umana. L'evento salvifico della fede è sempre un
mistero di fede racchiuso nella leggibilità nel testo
del Nuovo Testamento che ci fa comprendere l'Antico Testamento e viceversa,
questo è la potenza della Parola di Dio. Nel primo libro della Bibbia l'autore
sacro Mosè (Gen 15,5-12.17-18) ci aiuta a comprendere l'impossibile del noi,
della potenza di Dio, per mezzo del dialogo con Abram. "Guarda in cielo e
conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "tale sarà la tua discendenza" egli credette. Ma noi ci crediamo? O Dio, dacci la risposta di fede di Abram, noi crediamo e chiediamo di far scendere un
"torpore" per essere sempre fedeli alla nuova ed eterna alleanza. Il
salmo 26 indirizza la nostra richiesta di supplica al Signore: "Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido:abbi
pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito: "Cercate il
mio volto!". Il tuo volto, Signore, io cerco". L'obbedienza del nuovo
Abramo è Gesù Cristo, obbedienza per eccellenza che ci aiuta a capire la logica
della croce. Eppure, afferma Paolo: (Fil 3,17-4,1) "Molti si comportano da nemici della
croce di Cristo". Chi sono i nemici di Cristo?
Sono coloro che rifiutano il cammino della Quaresima, nel domandare un cuore
nuovo e scelgono l'oziosità, le gozzoviglie, i desideri della carne e "la
loro sorte sarà la perdizione, il ventre è il loro dio". L'apostolo Paolo
ci avverte con allarmanti parole a non cadere nel
giudizio della condanna eterna. Quanti, invece sono le
persone che si vantano nel Signore, hanno il desiderio di essere
cittadini del cielo, e aspettano come Salvatore il Signore Gesù Cristo,
"il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo
glorioso". Questi sono i cristiani che desiderano il Paradiso. Chiediamo
al Signore di essere saldi e costanti per mezzo della
preghiera nel ricevere il dono della fede viva e di grazia. Il brano del
Vangelo di Luca (9,28b-36) tratta il racconto della Trasfigurazione. Gesù
assieme a Pietro, Giovanni e Giacomo salì sul monte a pregare. Il monte e la
preghiera sono gli ingredienti necessari della teofania di Gesù Cristo. Infatti "il suo volto cambio d'aspetto e la sua veste
divenne candida e sfolgorante". Questo evento è anticipo di ciò che saremo quando vivremo per sempre con il Signore. Ora,
abbiamo bisogno in questa vita della compagnia di Mosè
ed Elia. Precisamente,
della legge e dei profeti. Chi osserva la legge di Dio, vive una
dimensione diversa del tempo cronologico, perché è in ricerca di silenzio, di
raccoglimento e chiede aiuto, affinché non corre il rischio "del sonno di
Pietro e i suoi compagni", ma svegliati dalla grazia di Dio sono pronti ad
accogliere la gloria ed osservare la legge di Dio iscritta dentro al nostro cuore con l'inchiostro della fede, della speranza
e della carità. "Maestro è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne,
una per te, una per Mosè e una per Elia". In
questa richiesta, anche per noi cristiani, è bello stare ora qui nel celebrare
la pasqua del Signore, per contemplarti e dirti con le parole di Pietro, di
rimanere ora qui con noi. Sappiamo, Gesù, quanto è difficile vivere davvero con
te, mentre scegliamo i paradisi terreni! Non sappiamo cosa dirti, perché la
nostra libertà va contro la tua scelta della croce. Ascolta la voce del Padre:
"Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!". Chi vive di peccato
ha paura di sentire la voce di Dio, come ebbe paura
Adamo, Eva, Caino, e oggi anche noi. Chi vive di grazia comprende il dolore di
Maria Addolorata e raccoglie la croce chiedendo di rimanere ancorata sul monte
Calvario, perché solo in Gesù Cristo c'è: Via Crucis
per Via Lucis. Amen. Buona Domenica di Quaresima. Don
Giovanni Salvia