III Domenica di Pasqua, 18 aprile 2010
"Signore, tu conosci tutto; tu sai
che ti voglio bene"
Cari fratelli e Sorelle in
Cristo, procedono le domeniche di Pasqua e più sentiamo il calore dello Spirito
Santo dentro di noi, affinché possiamo sempre con fede proclamare:Gesù è il Signore. Dalla prima lettura (At
5,27b-32b-41) risalta all'uomo nel tempo di Pietro e a quello presente, l'affermazione
che spiazza certi settori del "trionfante" laicismo che s'innalza
come "psueudo-profetismo" comunicando le
proprie tesi solo nel piano razionale e terreno, in opposizione alla luce e
verità della fede del Cristo risorto. "Bisogna obbedire a Dio invece che
agli uomini". La Storia
della Chiesa Cattolica dalle imposizioni dei poteri forti dei governi di questa
terra, risponde con audacia a certa spazzatura che tende di
insidiare il potere di servizio e di carità della Chiesa Cattolica. Non
preverranno! Non vinceranno, perché la Verità trionfa più della menzogna e noi siamo
certi, vale più obbedire a Gesù Cristo, "A Colui che
siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei
secoli" (Ap 5,11-14). Quersta
preghiera dettata da Giovanni, nel testo dell'Apocalisse, c'è la vera potenza dell'uomo
come gloria di Dio, sì perché la gloria di Dio è nell'uomo
vivente. Uomo inteso corpo, anima e spirito, no individuo a se stante, isolato
dalla grazia e dall'amore di questa eucaristia che ci
trova tutti uniti perché Cristo risorto ha salvato gli uomini nella sua
misericordia. Nel vangelo di oggi (21,1-19)
riscontriamo due momenti, a prima vista in contrasto tra loro. Gesù si
manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. Una
fatica enorme, senza un risultato della sola forza umana, aver lavorato tutta
la notte invano e non aver pescato neanche un pesce. Vengono alla
memoria le parole di Gesù: "Senza di me non potete fare nulla". La totale
sfiducia di chi ancora è in cerca del "fatto" che è già avvenuto
oltre Duemila anni fa, ed è in ricerca di cose nuove che non avverranno mai, e
passerà un'altra notte, e sarà nuovamente investito dalla
forte delusione di non aver neanche preso un pesciolino. Cosa
fare? Come posso io arricchirmi nella barca della Chiesa Cattolica, accogliere il
prodigio del Signore? "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete".
L'impossibile della logica umana diventa possibile per la potenza di Dio. La
ricchezza della sua grazia divina che offre all'uomo una pesca miracolosa,
straordinaria da parte di colui come dice Giovanni: "E' il Signore".
A riva il Divino Maestro chiede da parte dei pescatori e a noi, la condivisione
del "Pissus assus, Christus Passus",
"Pesce arrostito, Cristo Patito". Ristabilisce gli equilibri
dell'amore misericordioso con Pietro che rimase addolorato che ben tre volte
gli domandasse: "Mi vuoi bene?". Oggi, Gesù lo dice a me, a te, a
tutta l'assemblea, a tutta l'umanità. Rispondiamo con
lacrime di dolore la richiesta di perdono per i tanti peccati: "Signore,
tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Le parole di Pietro sono
l'invito di Cristo alla Chiesa: "Pasci le mie pecore" Il Signore ci
protegga e ci custodisca, la nostra appartenenza alla Chiesa Cattolica , come sentinelle coraggiosi. La Chiesa non ha paura di
ricevere le sberle dalle onde del male e non sa
indietreggiare, ma prosegue avanti il suo compito di annuncio di verità per tutti
secoli dei secoli. Amen. Don Giovanni Salvia.