III Domenica di Quaresima, 7 marzo 2010


La gioia della conversione


P. Mauro Ferrero, di 86 anni, nel congedare l'assemblea al termine della santa Messa ha utilizzato queste parole: "La misericordia del Signore sia la nostra speranza! Andate in pace.". Il tempo forte liturgico della Quaresima è un invito ad accogliere la misericordia con la sorella virtù teologale: la speranza. In questa maniera possiamo vivere con gioia dentro di noi, e con il prossimo, la pace di Cristo. La terza domenica di Quaresima ci invita a crescere nella vita interiore ponendo rimedio alla forza del cammino umano chiedendo a Dio la conversione, l'ausilio del digiuno e opere di carità. La preghiera di Mosé sul monte Oreb abbiamo ascoltato (Es 3,1- 8°.13-15): "Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava". Nell'analisi del testo sacro c'è un crescendo della teofania di  Dio narratici nel brano dell'Esodo. Dio sceglie un uomo, che sia il Suo agire, per liberare il popolo dalla lunga schiavitù dall'Egitto, dei 430 anni di patimenti e soprusi fatti dal Faraone  contro il popolo eletto d'Israele. Mosè accoglie l'istanza, senza riserve, il mandato di: "Io-Sono". "Il Signore Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe". Il Dio di Gesù Cristo, il nuovo Mosé che dal suo santo costato fuoriesce  sangue e acqua, segni della salvezza del nuovo popolo di Dio. La grandezza di Dio è sempre a favore del cuore dell'uomo che sa, con coscienza, domandare perdono alle innumerevoli infedeltà. Il salmo 102 focalizza la bellezza del dono di Dio con queste parole di speranza: "Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e di misericordia". Paolo esprime un arricchimento alla liturgia della Parola nella lettera ai Corinzi (10,1-6.10-12) presentando la novità nella persona di Gesù Cristo, che si offre e fonda il nuovo popolo, la nuova ed eterna alleanza, per mezzo del suo sacrificio di passione e morte in croce. Il memoriale che ora noi celebriamo diventa la roccia spirituale di cui Cristo è fonte di grazia e di vita. La manna caduta dal cielo nel cammino dell'esodo è sostituita dalla stessa persona di Gesù Cristo. Egli è il pane di vita disceso dal cielo, chi si nutre di lui ha in dono la vita eterna. Il pane,  ci dà la forza nel cammino per stare in piedi, contro ogni caduta. La richiesta del perdono è sempre un rivedere al termine della giornata il cogliere quanto la parola conversione è stata presente. Accogliamo l'invito di Gesù a convertirci, come richiamo "avvertitivo", che ha la sequenza immediata "esecutiva" della nostra risposta a debellare ogni rifiuto di peccato per avere un cuore nuovo. Nel brano del vangelo di Luca, (13,1-9) l'autore, per ben due volte, insiste su una affermazione: "se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo". L'insegnamento di Gesù è rivolto a tutti noi con la esemplificazione della parabola del fico nella sua vigna. Bisogna dare spazio allo Spirito Santo, protagonista indiscusso della nostra vita interiore. I frutti della conversione agiscono in ogni atto esteriore, quando diamo spazio all'agire dell'anima più del nostro corpo. La potenza di Dio si manifesta nelle persone umili, docili, obbedienti pronti a dare all'albero i frutti spirituali della nostra vita. Il tempo della Quaresima deve essere favorevole nel fare delle rinunce ai desideri della carne, che sono contrari ai desideri dello spirito. Mortificare il nostro corpo significa dare spazio a Gesù, ai doni dello Spirito Santo che per  mezzo dell'amore del Padre vengono in nostro soccorso. La Chiesa, Sposa di Cristo ha il compito di dare al fico il giusto concime, zappare, rimuovere la terra arida, lontana dalla misericordia di Dio, dalla confessione sacramentale, dall'eucaristia domenicale, dall'esempio di santità nel luoghi dove noi siamo per essere testimoni di Gesù Cristo. In questo, il concime della Chiesa, ci sostiene per mezzo della preghiera, con le opere di carità e in continua richiesta di conversione. Vergine Maria, sostieni il nostro cammino di questo tempo quaresimale, strappaci alle seduzioni del male e alla stoltezza delle scelte sbagliate, affinché, possiamo con la tua intercessione essere sempre figli obbedienti al Padre che sta nei cieli. Amen. Buona domenica Don Giovanni Salvia