III Domenica del Tempo Ordinario   24 gennaio 2010


Il tuo bel ruolo nel Corpo di Cristo


Il Vangelo della liturgia odierna unisce l'inizio del testo di Luca con il primo annuncio da Gesù nella sinagoga. Questo ci mostra la caratteristica dello scritto evangelico: nasce dalla veridicità dei fatti, dalla testimonianza oculare di alcuni, ma non è pura cronaca di un evento; esso non è solo narrazione storica di qualcosa importante ma incontro con Qualcuno che porta all'annuncio di fede. (Elide Siviero). La Parola di Dio è efficace e abbonda di tanta consolazione al popolo di allora del resto d'Israele a ritorno dall'esilio: "il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge" (Ne 8,2-4°.5-6.8-10). I libro della Verità ci invita ad ascoltare col cuore le parole del Signore. "Tutto il popolo si alzò in piedi". Esdra, il sacerdote Giuda guida la preghiera: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dianzi al Signore". Il popolo dell'antica alleanza nel giorno consacrato a Dio è una festa: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la nostra forza". La festa è riunirci al banchetto eucaristico e staccarci dalle preoccupazioni del mondo per sintonizzarci, oggi diciamo per connetterci a Lui, il Santo, l'Agnello che toglie i peccati del mondo. Ognuno di noi, cari fratelli e sorelle, è grande dentro al Corpo di Cristo. Se le membra sono staccate dal Corpo glorioso di Cristo siamo pochezza, come l'erba del campo. Coloro che invece sono uniti nella Chiesa, sposa del Signore, si sentono compartecipi della gioia, della lode, della carità per Cristo. Abbiamo il dovere di vivere nella grazia chiedendo ogni giorno l'intervento della misericordia di Dio per essere credibili ai fratelli che sono lontani dal nostro vivere l'eucaristia non con sofferenza, non attaccati all'orologio del nostro tempo, ma, all'orologio del Kairos, il tempo di Dio. Il cristiano difende la Chiesa, perché sa che non è invenzione dei preti, ma è volontà espressa da Gesù Cristo che per mezzo degli uomini rende possibile il suo agire come dono mirabile di questa bella messa. Afferma l'apostolo Paolo (1Cor 12,12-4.27): "Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra". Profeti, apostoli, maestri, segni come miracoli, guarigioni, assistere, governare, il dono delle lingue, tanti carismi nell'unico Corpo. Tutti nella diversità ma nell'unica risposta alla santità e fedeltà del Corpo di Cristo. Un unico direttore che segue i maestri attenti allo spartito musicale che eseguono con gli strumenti la più bella sinfonia: l'amore di Dio. Luca (1,1-4; 4,14-21) usa due tempi per gioire con fede la parola del  Signore. Nei primi versetti del suo vangelo ci presenta Teofilo. Chi è costui? Siamo ognuno di noi, gli innamorati che ci tengono al discorso di Dio. Un filo diretto a Cristo che mostra per la potenza dello Spirito Santo dell'amore del Padre. Noi siamo anche dei protagonisti della storia cristiana, facendo attenzione al vero ed unico regista: Gesù Cristo! Il Secondo tempo utilizzato da Luca nel presentarci il Signore è il manifestarsi al mondo come mandato dal Padre ed illustra la missione di salvezza per potenza di Spirito Santo. La fama di Gesù, i segni, i prodigi si diffondono in tutta la regione della Gallilea all'uomo di ieri, di oggi e di domani, all'uomo che conoscendo Gesù non si mette in confronto alla sua potenza, ma si affida ciecamente e accoglie pienamente la sua volontà, perché sappiamo è venuto a salvare l'umanità. Le parole finale del brano del vangelo lucano: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato" ci deve interpellare di come viviamo questo oggi in rapporto a quanti sono ancora i lontani. Ascoltare, è inteso qui come cammino spirituale, mettere a frutto le grandi opere del Signore. Riconoscere che l'Unto, il Messia è l'artefice della nuova ed eterna alleanza, il vero segno di unità di tutti i cristiani che ne Pane e nel Vino cantano dov'è carità e amore lì c'è Dio. Accogliamo, infine le belle le parole del santo Curato d'Ars: "Ti amo, o mio Dio, il mio unico desiderio è di amarti fino al mio ultimo respiro. Ti amo, o infinitamente amabile Dio, e preferirei morire amandoti piuttosto che vivere senza amarti".

Sac Salvia Don Giovanni Buona Domenica a tutti.