IV Domenica di
Quaresima, marzo 2010
Il Padre gli si gettò
al collo e lo baciò
Speditamente trascorrono le domeniche della Quaresima e con la preghiera
di colletta abbiamo domandato: "O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi
mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi
con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina". Nel giorno del
Signore, tutta la nostra attenzione di preghiera è nell'incontro di un padre che
ama i suoi due figli. Prima di analizzare il brano del Vangelo della misericordia del padre, accogliamo le coinvolgenti
parole del libro di Giosuè (5,9a.10-12) della festa di liberazione: "Oggi ho
allontanato da voi l'infamia dell'Egitto" e celebrano con solennità la Pasqua ebraica e nella propria
autonomia possono ora mangiare i frutti della terra di Canaan
e così, la manna cessò. "Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme
il suo nome.." come ci
invita il salmista (Sal 33). La Pasqua è il passaggio dalla
vita di peccato alla vita con Dio. Accogliere
le parole di Paolo (2Cor 5,17-21) per essere con Cristo una creatura nuova.
Con quale strumento? Nella piena fiducia a Dio " che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo" e ha donato a noi
uno mezzo così importante la riconciliazione. E' questo il tempo
dell'immersione dell'uomo vecchio nell'acqua, e grazie al dono del nostro
battesimo siamo stati lavati dalle acque del Giordano ed oggi siamo invitati
vivere la grazia del nostro Battesimo, nell'accostarci con frequenza al
sacramento della Confessione. Accogliamo la supplica di Paolo: "in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" per
essere graditi a Dio. Questo è il vero senso della richiesta del perdono dei nostri peccati mortali e veniali davanti al ministro
della Chiesa. La parabola del Padre misericordioso (Lc
15,1-3.11-32), tocca la nostra commozione perché ci sentiamo
chiamati partecipi alla scena del racconto per essere un po' come i due figli. Il figlio ribelle che torna al cuore del padre e il figlio formale,
agli occhi degli uomini bravo, zelante, osservante ma col cuore lontano.
Toccante sono le parole del padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto
ciò che è mio è tuo". Il figlio non aveva compreso l'amore del padre, ricco
del perdono dell'altro figlio per il quale: "Quando era ancora lontano,
suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo
e lo baciò". Dio ama il cuore contrito, il nostro cuore
deve avere il coraggio lasciarsi abbracciare dal padre della misericordia, che
ci sana dalla lebbra del peccato e ci offre la vita di grazia. Maria
Santissima, tu che ai piedi della Croce, hai abbracciato il segno dell'ignominia,
aiutaci a comprendere quanto l'amore del Cristo Crocifisso
ci conduce all'amore del Padre per mezzo del dono dello Spirito Santo. Amen. Don
Giovanni Salvia Buona
Domenica