Domenica - Santa Famiglia 27 dicembre 2009
E Gesù cresceva
in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini
Nell'ottava di Natale possiamo ancora
scambiarci gli auguri. Oggi, la
Santa Madre chiesa Cattolica, desidera rivolgere la propria
attenzione alla santa Famiglia di Nazaret, il vero
modello di vita. "La casa di Nazaret è la scuola
dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, la scuola del
Vangelo" (Paolo VI). La famiglia è chiesa domestica, chiesa
in miniatura e si forma nella santità del quotidiano su quella di Gesù, Giuseppe
e Maria. Sappiamo nel contesto
attuale della nostra società gli attentati all'istituzione divina che sono
frutto dell'egoismo individuale, dell'arrivismo, di un amore a volte solo
sentimentale e il cui sacrificio della coppia, tende spesso ad essere la
scusante di una pronta azione legale per sciogliere il rapporto giuridico e
sacramentale, e questo, con il dolore che ne viene quando sono presenti i
figli. Si può dire che oggi aumenta la tachicardia del
cuore nell'intimo della famiglia e i pericoli del male sono la separazione, il
divorzio, le convivenze, azioni che offendono Dio Creatore. Forse per qualcuno
questo pensiero può recare ulteriore dolore, ma
abbiamo il dovere di esprimere la verità del Vangelo. Io sono come te, uomo fra
gli uomini, ma all'altare del Signore non sono io che
parlo, ma Cristo che parla in me, come direbbe san Paolo. Compito amabile della
Chiesa quella di essere la grande Famiglia attenta
alle famiglie della parrocchia, saper accogliere tutti con verità, con amore, forte
nel richiamo a quei principi morali che a volte offendono i comandamenti di
Dio. I figli appartengono sempre a Dio. Non sono una proprietà di diritto
assoluto dei genitori. La prima lettura del libro di Samuele (1,20-22.24-28)
Anna riceve il dono della maternità: "Al Signore l'ho richiesto" e al
Signore né farà dono: "resterà là per
sempre". Dopo averlo svezzato, la preghiera di questa mamma. riconoscente a Dio è il programma educativo che i genitori
debbano infondere ai propri figli: "Il Signore mi ha concesso la grazia
che gli ho chiesto". Preghiera umile e di ringraziamento
con la fiducia totale a Dio del dono del figlio Samuele. Siamo invitati
a pregare con le parole di ringraziamento usate da Anna. Ogni famiglia
che prega è felice nel dire: "Il mio cuore e la mia
carne esultano nel Dio vivente" (Sal 83). San
Giovanni nella seconda lettura (1Gv 3,1-2.21-24) ci
propone il seguente messaggio: La verità di Cristo offre solo amore. "Se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia
in Dio". Cosa significa avere fiducia in Dio? Osservare i comandamenti, credere nel nome del Figlio suo Gesù
Cristo e amarci con la forza per mezzo del dono dello Spirito Santo, gli uni verso
gli altri. Questo è il programma di vita per i componenti
della famiglia. "Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole
del Figlio tuo" (At 16,14). Le parole del brano
di Luca (2,41-52) vanno accolte con una lettura del cuore, in modo adagio
rimarcando nell'episodio dei genitori distratti, perché "il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se
ne accorgessero". L'evento di Gesù dodicenne che colloquia
con autorità e gli uditori, i maestri erano stupiti per la sua intelligenza e
le sue risposte. In questi due interventi il ritrovamento del
figlio Gesù al tempio da parte dei genitori Maria e Giuseppe,
e l'occuparsi alle cose del Padre, sono indicatori d'azione e d'obbedienza del
Figlio di Dio al Padre che è nei cieli. Nel fare ritorno della vita
quotidiana a Nazaret, Gesù stava sottomesso e
obbediente. Questo lo vogliamo ricordare ai figli, di
essere obbedienti ai genitori, il no iniziale di ogni comando è sempre fastidioso
ma l'obbedienza diventa maturità e rispetto verso coloro che hanno uno solo
scopo fare il bene ai propri figli per un futuro stabile e forte nelle
responsabilità della vita. Gesù aiuta tutte le famiglie del mondo a crescere come
te: "in sapienza, età e grazia davanti a Dio e
agli uomini". Amen!
Buona
Domenica. Sac. Salvia Don Giovanni