Maria Santissima.
Madre di Dio Solennità - 1° Gennaio 2010
Gesù nel nuovo anno è segno di benedizione
Auguri di buon anno, 2010 con l'inizio della festa otto giorni dopo la
nascita di Gesù, la Chiesa
ci invita a
celebrare sua madre Maria, regina della pace. Il brano dei Numeri
(6,22-27) presenta una bella preghiera di buon inizio d'anno: "Ti benedica
il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e
ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda la
pace". Preghiera da recitare ogni mattino per domandare
al Signore la sua protezione in ogni momento della giornata. Un cuore
piccolo che si relaziona al Cuore grande di
misericordia, di grazia e di pace. San Paolo nel testo ai Galati
(4,4-7) fornisce il senso della nostra identità cristiana
"quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato
da donna, nato sotto la legge". Il riscatto dell'essere figli adottivi è
nel dono del figlio di Dio e per questo possiamo per
merito suo gridare a tutti che Dio è anche il nostro Papà, Abbà.
Non più schiavo, ma Figlio, e anche erede per grazia
di Dio. Solo ascoltando il Figlio possiamo accogliere la Grazia del Padre nel dono
dello Spirito Santo. La venuta di Gesù Cristo completa ogni rivelazione. Egli è
il punto definitivo del messaggio della storia della
salvezza. Nessuno può annunciare un evento più grande dentro la storia umana
che possa essere paragonata alla seconda persona della
Santissima Trinità, il Figlio di Dio, Gesù Cristo, il Messia, il Salvatore del
mondo, l'Emmanuele il Dio con noi. Luca (2,16-21) ci offre una bella cartolina
del messaggio biblico natalizio. I pastori, i primi visitatori del presepe,
poveri incontrano il Figlio di Dio, lo adorano, s'inginocchiano a colui che pur essendo ricco si è fatto povero. I pastori
accolgono il Bambino Gesù, adagiato nella mangiatoia ed accanto
Maria e Giuseppe che contemplano il dono e il mistero della Natività. Maria serba nel cuore di Madre di Dio con silenzio che è preghiera,
adorazione e ringraziamento al Padre che è nei cieli. Secondo la
tradizione ebraica, "compiuti" gli otto giorni prescritti per la circoncisione,
gli fu messo il nome di Gesù.. previsto dall'Angelo
prima che fosse concepito nel grembo. Il tenore e la bellezza di queste parole
debbano mettere l'uomo di oggi a riconoscere nel luogo
di Betlemme, il frutto del germoglio di Iesse, il
virgulto di Israele, il dono di Maria la Madre di Dio che genera l'amore dell'Eterno
Padre. Amore ineffabile espresso dalle parole di Dante: "Nel ventre tuo si
raccese l'amore, per lo cui caldo nell'eterna pace
così è germinato questo fiore". La seconda parte dell'omelia, come è tradizione di ogni anno, celebra la 43° Giornata
Mondiale della Pace. Il tema di quest' anno indicato dal Papa Benedetto XVI è "se vuoi
coltivare la pace, custodisci il creato". "Il rispetto del creato
riveste grande rilevanza, anche perché la creazione è
l'inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio" e la salvaguardia
diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell'umanità. La Chiesa "esperta in
umanità" si premura di richiamare con forza l'attenzione sulla relazione
tra il Creatore, l'essere umano e il creato.. La Chiesa ha una
responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare anche in ambito
pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per
tutti, e , anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della
distruzione di se stesso. Il degrado della natura è, infatti, strettamente
connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per
cui "quando l'ecologia umana è rispettata dentro la società, anche
l'ecologia ambientale ne trae beneficio.. Se vuoi coltivare la pace, custodisci
il creato. La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà
sarà senz'altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile
che esiste tra Dio, gli esseri umani e l'intero creato. Proteggere l'ambiente naturale
per costruire un mondo di pace è, pertanto, povere di ogni
persona". "La prima cosa da insegnare alle famiglie è di evitare gli
sprechi. Non dimentichiamo la denuncia di Benedetto XVI alla Fao contro gli sprechi della società benestante,
contrapposti al miliardo di persone che nel
mondo vanno a dormire la sera senza aver mangiato nulla. E davanti al miliardo
di persone che vive con un solo dollaro al giorno e ai
due miliardi che vivono con due soli dollari al giorno, circa un terzo della
popolazione mondiale". Annualmente, dice il Cardinale
Renato Raffaele Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio
della Giustizia e della Pace, "nel mondo si spreca oltre il 30% degli
alimenti prodotti. Nel periodo natalizio raggiungono il 40% dell'intera
produzione alimentare. Solo in Italia ogni anno si buttano 240 mila tonnellate di alimenti invenduti. Sarebbero sufficienti a sfamare 600
mila persone con tre pasti
giornalieri.". Possano questi tristi ed allarmanti
dati fornire alle famiglie occidentali benestanti l'attenzione educativa ai
figli che non sciupino gli alimenti primari a discapito dei poveri che gridano
fame e giustizia. Buon anno a tutti. Sac. Salvia Don Giovanni