Natale del Signore
- Santa Messa dell'Aurora Solennità 25 dicembre 2009
La nascita di Gesù
non è un mito
Oggi è Natale, è nato Gesù il Salvatore del mondo.
"Non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo.
Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò
venne la salvezza di tutta l'umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si
può dire fittizia. Egli salvò tutto l'uomo, corpo e anima. La salvezza si è
realizzata nello stesso Verbo" (Lettere di Sant'Atanasio).
Il destino dell'uomo è quello di gioire della venuta
del Salvatore. Arriva il tuo Salvatore. "Li chiameranno Popolo Santo,
Redenti del Signore". (Is
62,11-12). Paolo (Tt 3,4-7) esprime la nascita di
Gesù nel senso di colui che offre all'umanità la
misericordia per essere forti nella speranza, per ricevere il premio della vita
eterna. In questo senso teologico, la natività del Signore è
presentato come compleanno di Gesù, notizia sempre nuova e bella che
riempie il cuore non solo dei bimbi ma anche quello degli adulti. Il Natale è
la festa che ci commuove perché: "Dio si è fatto come noi, per
farci come Lui". Il cristiano ascolta come i
pastori l'annuncio degli angeli, si mette in cammino e dalla luce che risplende
su di noi, quella luce indica il luogo preciso di Betlemme dove è nato per noi
il Bambino Gesù, povero dentro ad una dimora della greppia. Il Natale del
Signore è l'avvenimento storico più grande della salvezza perché è l'inizio
della redenzione operata da Gesù Cristo a favore dell'umanità. Come i pastori camminiamo senza indugio e investiti dalla grazia e la
letizia di vedere dentro alla capanna di Betlemme l'Emmanuele il Dio con noi,
adagiato nella mangiatoia. I Pastori sono i cursori del messaggio di letizia da
diffondere a tutti confini della terra e, nel vedere Maria, Giuseppe e il
Bambino diffondono con cuore colmo di gioia il senso storico nascosto per
secoli, l'atteso, ma che ora è lì per tutti noi. Toccano le parole del brano
del vangelo di Luca (2,15-20). "Andiamo dunque
fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il
Signore ci ha fatto conoscere". Vedere con gli occhi della fede ci
trasporta ad un sentimento di gratitudine a Dio Padre, "e per opera dello
Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto
uomo" "Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole
nel suo cuore". L'ascolto di Maria significa dare spazio assieme alla collaborazione
del suo sposo Giuseppe al Bambino Gesù, il festeggiato del santo
Natale. Le piccole braccia aperte significano la prontezza del suo farsi dono
in tutto, per obbedire al Padre. Raccogliamo la gioia di questo giorno nel
ricordare con la preghiera a chi ancora in questo mondo è ostacolato dal
peccato dell'egoismo, dal rifiuto della vita de proprio bimbo, dalle guerre nel
mondo, dalle tensioni sociali, dalla mancanza di lavoro dei nostri giovani, dai
ricchi che impediscono il grido dei poveri. O Dio,
Buona Natale a tutti nel nome di Gesù Bambino. Sac. Salvia Don Giovanni