III Domenica di Avvento / C                                                               Sigonella 13 dicembre 2009

 

Che cosa dobbiamo fare?

 

O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito, perché corriamo sulla via dei tuoi comandamenti, e portiamo a tutti gli uomini il lieto annunzio del Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio. Avanziamo, sempre più come i pastori verso la stalla di Betlemme, per rallegrarci nel Signore, nell’Emmanuele, il Dio con noi. Il profeta Sofonia (3,14-17) invita la figlia di Sion a rallegrarsi, ad esultare con tutto il cuore, perché “Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente”. La potenza di Dio, nella venuta del Figlio, si accoglie in quanto amore infinito versato ai nostri deboli cuori. Significative le parole utilizzate dal profeta: “ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia”. Il Natale è il tempo dirompente di gioia contro a chi è sordo, cieco, duro di cuore, nell’accogliere il Bambino Gesù, il Salvatore del mondo. Isaia nel canto di ringraziamento e di lode afferma (Is12,2-6): “Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, non avrò timore, perché mia forza e mio canto è il Signore..”.

Il cristiano afferra la Parola come fondamento di verità rivelata, custodita e difesa dalla sposa Chiesa Cattolica che con il Cristo Capo forma il Corpo mistico di Cristo. Si può dire che la Chiesa Cattolica è autentica perché ha il fondamento in Cristo e offre all’umanità la gioia e la pace. Paolo ai cittadini di Filippi scrive: “La vostra amabilità sia nota a tutti”. In che modo? Con preghiere, suppliche e ringraziamenti. “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”.

Il tuo amore, Signore Gesù, è la fonte vera della gioia in ogni istante della vita.

Giovanni il Battista proclama le esigenze di una vera vita cristiana. La scena biblica segnalata dal brano del Vangelo di Luca (3,10-18) la evidenzia. Tutto parte dalla domanda della folla e che è riportata anche all’uomo d’oggi: “Che cosa dobbiamo fare?”. La risposta è vivere la carità in ogni contesto della vita ecclesiale e sociale, avere rispetto della persona umana che avete di fronte e accontentarsi di quello che abbiamo.

Il popolo che attende risposte da Giovanni sul significato del battesimo; il Battista risponde con umiltà dicendo : “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. La voce che invita ad accogliere il Verbo, la Parola che viene ad abitare in mezzo a noi. Lo Spirito Santo è il fuoco che purifica il peccato originale e i peccati attuali. Gesù Cristo è “il Signore e giudice della storia, apparirà sulle nubi del cielo rivestito di potenza e di splendore. (prefazio Avv I).

In ogni casa vi sia un segno cristiano del Natale. Vi invito ad essere attenti ai poveri, e sarebbe bello partecipare alla novena di Natale per cantare: “Il Re Signore sta per venire, venite adoriamo”.

O Signore, poiché è vero che perdoni tanti peccati per un’opera di misericordia, aiutaci a fare nostro l’insegnamento del Battista. Insegnaci a donare più che a ricevere e a donare te: vera ricchezza! Rendici capaci o Dio, di praticare la giustizia e la carità”. (Lucia Giallorenzo).

 

Buona Domenica                                 Sac. Salvia Don Giovanni