Santissima Trinità,  30 maggio 2010

Lo Spirito ci aiuti a comprendere la Trinità

Carissimi Fratelli e Sorelle, Parlare della Trinità occorre dare spazio più la fede che la sola ragione perché il mistero che lo racchiude è incommensurabile. E' solo nella preghiera e in questa celebrazione eucaristica il modo più bello per capire interiormente di ciò che è contenuto il suo aspetto divino. Infatti, ogni preghiera, come ogni azione della giornata avviene per mezzo di un segno di comunione trinitario che è appunto la santa Croce in cui nominiamo le Tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Vi è poi un altro dato che ci fa condividere il nostro vivere con la Santissima Trinità, ed è stato pronunciato nella forma del saluto dalla parola "grazia". Parola di vera sintesi per accogliere il nostro affanno mettendoci disponibili alla grazia di Dio che tutto può alle nostre povere membra. Il testo dei Proverbi (8,22 31) ci offre l'ampio respiro d'eternità che vi è nell'uomo creato da Dio, accogliere la totalità in chi è un punto dell'universo, con tutta l'intelligenza a disposizione, l'uomo non potrà mai accedere al dato rivelato giacché è inaccessibile, come le sorgenti dell'abisso, si rimane a bocca aperta per la grandezza del Creatore che come grande architetto ha fatto bene ogni cosa con sapienza e amore. La Persona del Creatore è così irraggiungibile che vediamo però gli effetti meravigliosi delle meraviglie di Dio. Ora voi vedete la luce e distinguete gli oggetti, tutto ciò è dato da Dio Padre. La risposta dell'umanità, sarà quella della preghiera di ringraziamento allo stupore del creato e con il salmista diciamo: "Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cos'è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?" (Sal 8). Il nostro vivere, il pensare, l'agire, le azioni buone sono sollecitate dalla presenza discreta ma potente della Santissima Trinità. C'è chiesto una cosa sola, avere fede. Avere fede significa essere in pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo e che mediante la grazia, nel dono dello Spirito Santo possiamo davvero vantarci nella speranza della gloria di Dio. Attenzione, avere fede implica da parte nostra la ragione di una scelta totale verso l'alto, accogliendo nel tempo della vita i segni della croce come la tribolazione, la quale produce la pazienza che è donata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. Siamo, meno pazienti del passato perché ci affidiamo con padronanza solo alle nostre misere forze e tutto ciò che devia alla nostra ragione alla bellezza del solo mio pensiero, diventa azione di disturbo e rottura con il prossimo in forma di ribellione. Giovanni nel brano del vangelo (Gv 16,12-15) ci avverte contro il pericolo del lassismo dell'io a spese e a danno del cammino di santità in comunione dello Spirito. La forza del noi, dello stare unito è sola nell'accogliere lo Spirito di verità. Ci affidiamo, come i piccoli del Vangelo alla Madre di Dio. O Maria che hai accolto il Verbo di Dio, sostieni e intercedi per noi alla Santissima Trinità. Buona Domenica Don Giovanni Salvia