V Domenica di Pasqua, 29 aprile 2010


Amatevi nel Signore


La liturgia eucaristica di questa V domenica di Pasqua abbiamo pregato: "fa' che accogliamo come statuto della nostra vita il comandamento della carità". La Buona Novella di Cristo come al tempo di Paolo e Barnaba (At 14,21b-27) anche oggi la Chiesa Cattolica è provata da molte prove e tribolazioni, l'intento comune è aprire i tesori della ricchezza di Dio al cuore degli uomini affinché a utti sia annunciato la bellezza della fede in Gesù Cristo patito, morto e risorto. L'adesione alla fede non è una scelta "religiosa" ma scegliere una Persona che è la seconda persona della Santissima Trinità che ha cambiato il mondo.  Ci viene in soccorso San Giovanni nel brano dell'Apocalisse ha scritto: "Asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate" (21,1-5a). Gesù è la novità di ogni respiro, del nostro essere in questo tempo per un raggiungimento di un tempo infinito: la gioia dell'eternità in Cielo (Paradiso). La novità di Cristo ci viene espressa con autorità dall'evangelista Giovanni (Gv 13,31-33°.34-35) parlandoci del comandamento nuovo. Una affermazione facile da comprendere, ma difficile da attuare alle sole nostre forze. L'amore o la carità che Gesù ci chiede è saper abbandonare anche le nostre sole buone ragioni per elevarci alla sua unica ragione. Mettersi in cammino come discepoli, alla sequela di Cristo è accogliere il dato della fede con stupore e timore, commuoverci per quello che Gesù ha fatto per noi, perché noi possiamo essere parte con Lui. Se avete amore gli uni per gli altri. quanto è doloroso il cammino del vangelo secondo Gesù Cristo, mentre è facile amare chi ci applaude, di essere attenti alle persone ricche e distogliere il nostro sguardo al povero che ci imbarazza. L'amore senza Dio è utopia. L'amore a Dio è fare: "copia e in colla" della vita di Cristo alla mia anima. Piccole azioni del nostro quotidiano sono più grande di ciò che esprimono i desideri nel progettare in avvenire progetti di carità che però non hanno come fondamento la roccia ma la sabbia. Chiediamo a Maria Santissima, che venga in soccorso alle nostre debolezze. L'inizio del mese di maggio sia per tutti un rafforzare la preghiera per mezzo della recita quotidiana del Santo Rosario e così ci sentiremo irrobustiti per meglio vivere la legge dell'amore a Dio e ai nostri fratelli. Buona Domenica Don Giovanni Salvia