
QUARTA
SETTIMANA
Paragrafi
218-229
PRIMA
CONTEMPLAZIONE: L'APPARIZIONE DI CRISTO NOSTRO SIGNORE ALLA MADONNA.
Paragrafi
230-237
CONTEMPLAZIONE
PER GIUNGERE ALL'AMORE
Paragrafi
238-243
TRE
MODI DI PREGARE. IL PRIMO E' SUI COMANDAMENTI.
Paragrafi
244-245
SECONDO.
SUI PECCATI CAPITALI.
Paragrafo 246
TERZO. SULLE POTENZE
DELL'ANIMA.
Paragrafi
247-248
QUARTO.
SUI CINQUE SENSI CORPORALI.
Paragrafi
249-257
SECONDO
MODO DI PREGARE. CONTEMPLARE IL SIGNIFICATO DI CIASCUNA PAROLA DELLA PREGHIERA.
Paragrafi
258-260
TERZO
MODO DI PREGARE, CIOE' RITMATO.
[218] PRIMA
CONTEMPLAZIONE: CRISTO NOSTRO SIGNORE APPARE A NOSTRA SIGNORA [299].
La solita preghiera preparatoria.
[219] Il primo preludio è il soggetto della contemplazione: come dopo che
Cristo spirò sulla croce e il corpo rimase separato dall'anima, ma sempre unito
con la divinità, la sua anima beata discese agli inferi, ugualmente unita con
la divinità; liberò di là le anime giuste e, ritornato
al sepolcro e resuscitato, apparve in corpo e anima alla sua Madre benedetta.
[220] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà
vedere la disposizione del santo sepolcro e l'ambiente o la casa di nostra
Signora, osservando le sue parti in particolare, per esempio la stanza, il
posto di preghiera, e così via.
[221] Il terzo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui
sarà chiedere la grazia di allietarmi e gioire intensamente per la grande
gloria e gioia di Cristo nostro Signore.
[222] Primo, secondo e terzo punto: sono gli stessi che si sono
considerati nell'ultima cena di Cristo nostro Signore [194].
[223] Quarto punto: considero come la divinità, che nella passione
sembrava nascondersi, ora appare e si manifesta così miracolosamente nella
santissima risurrezione, attraverso i suoi veri e santissimi effetti.
[224] Quinto punto: considero la funzione di consolatore che Cristo
nostro Signore esercita, paragonandola al modo solito di consolarsi fra amici.
[225] Colloquio. Alla fine farò un colloquio o più colloqui, secondo
l'argomento trattato, e dirò un Padre nostro.
[226] Prima nota.
Nelle contemplazioni seguenti si continua con tutti i
misteri dalla risurrezione fino all'ascensione inclusa, nel modo indicato più
avanti [227]; per il resto, in tutta la settimana della
risurrezione, si seguono e si mantengono la stessa forma e lo stesso metodo
seguiti in tutta la settimana della passione [204]. Così, per questa prima
contemplazione sulla risurrezione, quanto ai preludi ci si regola secondo
l'argomento trattato; i cinque punti sono gli stessi, e anche le addizioni che
vengono più avanti sono le stesse [229]; per tutto il resto cioè per le ripetizioni, l'applicazione dei cinque sensi,
l'allungare o abbreviare i misteri, e così via ci si può regolare con il metodo
della settimana della passione [204, 205].
[227] Seconda nota. Ordinariamente in questa quarta settimana è
opportuno, più che nelle tre precedenti, fare quattro esercizi e non cinque: il
primo al mattino appena alzati; il secondo all'ora
della messa o prima del pranzo, invece della prima ripetizione; il terzo
all'ora dei vespri, invece della seconda ripetizione; il quarto prima della
cena, facendo l'applicazione dei cinque sensi sui tre esercizi di quel giorno,
fermando l'attenzione e trattenendosi più a lungo sui punti più importanti e
dove ciascuno ha sentito maggiori mozioni e gusti spirituali.
[228] Terza nota. In tutte le contemplazioni è
stato proposto un determinato numero di punti (di solito tre o cinque);
tuttavia colui che contempla può fissarne un numero maggiore o minore, come
meglio si trova disposto; perciò, prima di incominciare la contemplazione,
giova molto prevedere e stabilire un numero determinato di punti da meditare.
[229] Quarta nota. In questa quarta settimana, fra le dieci addizioni,
si devono modificare la seconda, la sesta, la settima e la decima.
La seconda: appena sveglio, mi ricorderò la contemplazione che sto per fare, volendo gioire e allietarmi per la grande
gioia e letizia di Cristo nostro Signore [221].
La sesta: richiamerò alla memoria e penserò cose che suscitano piacere, letizia
e gioia spirituale, come per esempio il paradiso.
La settima: procurerò di valermi della luce o delle opportunità della stagione,
come il fresco d'estate e il sole e il riscaldamento d'inverno, in quanto penso
o prevedo che mi può essere utile per gioire nel mio Creatore e Redentore.
La decima: invece della penitenza, osserverò la temperanza e il giusto mezzo, a
meno che non vi sia obbligo di digiuno o di astinenza comandati dalla Chiesa;
questi infatti si devono sempre osservare, se non c'è un legittimo impedimento.
[230] CONTEMPLAZIONE PER RAGGIUNGERE L'AMORE.
Nota. È necessario premettere due osservazioni. La
prima è che l'amore si deve porre più nei fatti che nelle parole.
[231] Seconda osservazione: l'amore consiste in un reciproco scambio di
beni, cioè l'amante dà e comunica all'amato quello che
ha o una parte di quello che ha o può, e a sua volta l'amato lo dà all'amante;
in questo modo, chi ha scienza, onori, ricchezze, li dà a chi non li ha, e così
reciprocamente.
La solita preghiera preparatoria.
[232] Il primo preludio è la composizione: qui sarà vedere me stesso
alla presenza di Dio nostro Signore, degli angeli e dei santi che intercedono
per me.
[233] Il secondo preludio consiste nel chiedere quello che voglio: qui
sarà chiedere un'intima conoscenza di tanto bene ricevuto, perché,
riconoscendolo interamente, possa in tutto amare e servire la divina Maestà.
[234] Primo punto. Nel primo punto richiamo alla
memoria i benefici ricevuti: la creazione, la redenzione, i doni particolari;
esamino con molto amore quanto Dio nostro Signore ha fatto per me e quanto mi
ha dato di quello che ha; poi ancora quanto egli desidera darsi a me, in tutto
quello che può, secondo la sua divina disposizione. Quindi rifletto su
me stesso, considerando che cosa è ragionevole e giusto che io, da parte mia,
offra e doni alla sua divina Maestà, cioè tutte le mie
cose e me stesso con esse, come chi offre con molto amore e dice:
"Prendi, o Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio
intelletto, la mia volontà, tutto quello che ho e possiedo. Tu me lo hai dato;
a te, Signore, lo ridono. Tutto è tuo: tutto disponi secondo la tua piena
volontà. Dammi il tuo amore e la tua grazia, e questo solo mi basta".
[235] Secondo punto. Nel secondo punto osservo come Dio è presente nelle
creature: negli elementi dando l'esistenza, nelle piante dando la vita, negli
animali dando la sensibilità, negli uomini dando l'intelligenza; e così è
presente in me, dandomi l'esistenza, la vita, la sensibilità, l'intelligenza;
inoltre fa di me un suo tempio, poiché sono creato a
immagine e somiglianza della sua divina Maestà. Quindi rifletto di nuovo su me
stesso, come è indicato nel primo punto o in un altro
modo che mi sembri migliore. Lo stesso farò in ciascuno dei punti seguenti.
[236] Terzo punto. Nel terzo punto considero come Dio opera ed è attivo
per me in tutte le realtà di questo mondo, a somiglianza di uno che lavora:
così, per esempio, nei cieli, negli elementi, nelle piante, nei frutti, negli
armenti, e via dicendo, dando l'esistenza, la conservazione, la vita, la
sensibilità, e così via. Quindi rifletto su me stesso.
[237] Quarto punto. Nel quarto punto osservo come tutti i beni e i doni
discendono dall'alto: per esempio, la mia limitata potenza discende da quella
somma e infinita di lassù, e così la giustizia, la bontà, la pietà, la
misericordia, e via dicendo, come i raggi discendono dal sole, le acque dalla
sorgente, e così via. Termino riflettendo su me stesso, nel modo indicato. Alla
fine farò un colloquio e dirò un Padre nostro.
[238] TRE MODI DI
PREGARE: PRIMO MODO.
PRIMO: SUI
COMANDAMENTI.
Il primo modo di pregare è sopra i dieci comandamenti,
i sette vizi capitali, le tre facoltà dell'anima e i cinque sensi del corpo.
Questo modo di pregare consiste, piuttosto che nel dare un procedimento o un
metodo di preghiera, nel fornire un procedimento, un metodo e degli esercizi
con cui l'anima si prepari e progredisca, per rendere
la preghiera gradita a Dio.
[239] Per prima cosa faccio l'equivalente della terza addizione della
seconda settimana: prima di incominciare la preghiera, distendo lo spirito
sedendo o passeggiando, come mi sembra meglio, e pensando dove vado e a che
scopo. Questa addizione si osserverà all'inizio di tutti i modi di pregare [250,
258].
[240] Una preghiera preparatoria: per esempio, chiedo a Dio nostro
Signore la grazia di conoscere in che cosa ho mancato riguardo ai dieci
comandamenti e l'aiuto per emendarmi in avvenire; domando pure una perfetta
conoscenza dei comandamenti, per osservarli più fedelmente e per la maggior
gloria e lode della divina Maestà.
[241] Riguardo al primo modo di pregare, incomincio a considerare il
primo comandamento, e rifletto come l'ho osservato e in che cosa l'ho
trasgredito, prendendo come misura il tempo che si impiega
a dire per tre volte il Padre nostro e l'Ave Maria; se in questo tempo scopro
qualche mancanza, ne chiedo perdono e dico un Padre nostro. Faccio allo stesso
modo per ciascuno dei dieci comandamenti.
[242] Prima nota. Quando uno, riflettendo su un comandamento, trova che in questo non ha alcuna abitudine di peccare, non
è necessario che vi si trattenga per molto tempo; ma, secondo che uno si trova
più o meno in colpa riguardo a quel comandamento, deve soffermarsi più o meno a
lungo a considerarlo ed esaminarlo. Lo stesso si deve osservare per i vizi
capitali.
[243] Seconda nota. Dopo aver terminato la considerazione già indicata
sui dieci comandamenti, mi accuso su questi e chiedo la grazia e l'aiuto per
emendarmi in avvenire. Alla fine farò un colloquio con Dio nostro Signore,
secondo l'argomento trattato.
[244] SECONDO: SUI
VIZI CAPITALI.
Circa i setti vizi capitali, dopo l'addizione faccio
la preghiera preparatoria nel modo già indicato [240], cambiando soltanto il
soggetto: qui sono i peccati da evitare, mentre prima erano i comandamenti da
osservare. Seguo inoltre il procedimento e la misura sopra indicati e faccio il
colloquio.
[245] Per conoscere più facilmente le mancanze commesse circa i vizi
capitali, tengo presenti i loro contrari; e così, per evitarli più facilmente,
mi propongo e procuro con santi esercizi di acquistare e possedere le sette
virtù ad essi contrarie.
[246]
TERZO: SULLE FACOLTÀ DELL'ANIMA.
Modo. Per le tre facoltà dell'anima si segue lo stesso procedimento e la stessa
misura già seguiti per i comandamenti, si osserva l'addizione corrispondente [239-243], si fa la preghiera preparatoria e il colloquio.
[247]
QUARTO: SUI CINQUE SENSI DEL CORPO.
Modo. Circa i cinque sensi del corpo, si mantiene lo stesso procedimento,
cambiando l'argomento.
[248] Nota. Chi nell'uso dei propri sensi vuole imitare Cristo nostro
Signore, nella preghiera preparatoria si raccomandi alla sua divina Maestà, e
dopo aver considerato ciascuno dei sensi dica un'Ave Maria o un Padre nostro.
Chi nell'uso dei sensi vuole imitare nostra Signora, nella preghiera
preparatoria si raccomandi a lei, perché gli ottenga grazia per questo dal suo
Figlio e Signore, e dopo aver considerato ciascuno dei sensi dica un'Ave Maria.
[249] SECONDO MODO DI
PREGARE: CONTEMPLARE IL SIGNIFICATO DI OGNI PAROLA DELLA PREGHIERA.
[250] La stessa addizione del primo modo di pregare [239] si osserverà
anche in questo secondo modo.
[251] La preghiera preparatoria si farà tenendo presente la persona a
cui si rivolge la preghiera.
[252] Il secondo modo di pregare consiste in questo: stando in ginocchio
o seduto, come ciascuno si sente meglio disposto e trova maggiore devozione,
tenendo gli occhi chiusi o fissi su un punto senza muoverli qua e là, si dice
"Padre"; su questa parola ci si sofferma a riflettere finché si
trovano significati e paragoni, gusto e consolazione nelle considerazioni che
si riferiscono ad essa. Si fa lo stesso con ogni
parola del Padre nostro o di qualunque altra preghiera che si vuole recitare in
questo modo.
[253] Prima regola. Si rimane per un'ora, nel modo sopra indicato, su
tutto il Padre nostro; finito questo, si dirà l'Ave Maria, il Credo,
l'"Anima di Cristo" e la Salve Regina vocalmente o mentalmente, nel
modo solito.
[254]Seconda regola. Se, contemplando il Padre nostro, in una o due
parole si trova molta materia per riflettere, con
gusto e consolazione, non bisogna preoccuparsi di andare avanti, anche se si
impiegasse tutta l'ora in quello che si è trovato; passata l'ora, si dirà il
resto del Padre nostro nel modo solito.
[255] Terza regola. Se uno si è trattenuto per un'ora intera su una o
due parole del Padre nostro, un altro giorno, quando vorrà ritornare su questa
preghiera, dirà quell'una o due parole nel modo solito e incomincerà a
contemplare, come è indicato nella seconda regola, con
la parola che segue immediatamente.
[256] Prima nota. Terminato il Padre nostro in uno o più giorni, si farà
lo stesso con l'Ave Maria e poi con le altre preghiere, in modo da esercitarsi
sempre, per qualche tempo, su una di esse.
[257] Seconda nota. Terminata la preghiera, rivolgendosi alla persona a
cui essa era diretta, si chiederà la virtù o la grazia di cui si sente maggiore
necessità.
[258] TERZO MODO DI PREGARE: A RITMO.
L'addizione sarà la stessa del primo e del secondo modo di pregare [239,
250].
La preghiera preparatoria sarà come nel secondo modo di pregare [251].
Il terzo modo di pregare consiste in questo: ad ogni anelito o respiro si prega
mentalmente dicendo una parola del Padre nostro o di un'altra preghiera che si
vuole recitare; così, tra un respiro e l'altro, si pensa principalmente al
significato di quella parola, o alla persona a cui è rivolta, o alla propria
pochezza, o alla distanza fra quella grandezza e la propria pochezza. Con lo stesso procedimento e la
stessa misura si continua con le altre parole del Padre nostro; infine si
dicono nel modo solito le altre preghiere, cioè l'Ave
Maria, l'"Anima di Cristo", il Credo e la Salve Regina.
[259] Prima regola. In altro giorno o in altra ora in cui si vuole
pregare, si dice l'Ave Maria con questo ritmo e le altre preghiere nel modo
solito; si continua poi allo stesso modo con le altre.
[260] Seconda regola. Chi vuole trattenersi più a lungo nella preghiera
a ritmo, può dire tutte le preghiere precedenti o parti di esse,
seguendo lo stesso procedimento del respiro a ritmo, come si è spiegato [258].