
SECONDA
SETTIMANA
Paragrafi
91-100
L'APPELLO
DEL RE TEMPORALE AIUTA A CONTEMPLARE LA VISTA DEL RE ETERNO.
Paragrafi
101-109
PRIMO
GIORNO. PRIMA CONTEMPLAZIONE: L'INCARNAZIONE. COMPRENDE LA PREGHIERA
PREPARATORIA, TRE PREAMBOLI, TRE PUNTI E UN COLLOQUIO.
Paragrafi
110-117
SECONDA
CONTEMPLAZIONE: LA NATIVITA'
Paragrafi
118-119
TERZA
CONTEMPLAZIONE: RIPETIZIONE DEL PRIMO E DEL SECONDO ESERCIZIO.
Paragrafi
120-134
QUARTA
CONTEMPLAZIONE: RIPETIZIONE DELLA PRIMA E DELLA SECONDA, CON LO STESSO METODO
DELLA RIPETIZIONE PRECEDENTE.
LA QUINTA: APPLICAZIONE DEI CINQUE SENSI SULLA PRIMA E LA SECONDA
CONTEMPLAZIONE.
Paragrafi
135-148
PREMESSA
PER CONSIDERARE GLI STATI DI VITA
Paragrafi
149-168
PREMESSA
PER CONSIDERARE GLI STATI DI VITA. (segue)
Paragrafo
169
PREMESSA
PER FARE UNA SCELTA
Paragrafi
170-174
AVVERTENZA
CIRCA LA CONOSCENZA DELLE MATERIE SULLE QUALI SI DEVE FARE LA SCELTA; COMPRENDE
QUATTRO PUNTI E UNA NOTA.
Paragrafi
175-178
TRE
CIRCOSTANZE IN CIASCUNA DELLE QUALI SI PUO' FARE UNA SANA E BUONA SCELTA.
Paragrafi
179-183
PRIMO
MODO DI FARE UNA SANA E BUONA SCELTA: COMPRENDE SEI PUNTI.
Paragrafi
184-188
SECONDO
MODO DI FARE UNA SANA E BUONA SCELTA: COMPRENDE QUATTRO REGOLE E UNA NOTA
Paragrafo
189
PER EMENDARE
E RIFORMARE LA PROPRIA VITA E CONDIZIONE
[91]
LA CHIAMATA DEL RE TERRENO AIUTA A CONTEMPLARE LA VITA DEL RE ETERNO.
La preghiera preparatoria è la solita [46].
Il primo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà vedere con
l'immaginazione le sinagoghe, le città e i paesi attraverso i quali Cristo
nostro Signore predicava.
Il secondo preludio consiste nel domandare la grazia che voglio: qui sarà
chiedere a nostro Signore la grazia di non essere sordo alla sua chiamata, ma
pronto e sollecito nell'adempiere la sua santissima volontà.
[92] Primo punto. Immagino di avere davanti a me un re terreno,
designato direttamente da Dio nostro Signore, a cui portano rispetto e
obbedienza tutti i principi e tutti i cristiani.
[93] Secondo punto. Osservo come questo re parla a tutti i suoi e dice:
"È mia volontà sottomettere al mio potere tutto il territorio degli
infedeli; perciò chi vuole venire con me deve accontentarsi di mangiare come
me, e così bere, vestire e tutto il resto. Inoltre deve faticare con me di
giorno, vegliare di notte e via dicendo; così alla fine avrà parte con me nella
vittoria, come l'avrà avuta nelle fatiche".
[94] Terzo punto. Penso che cosa devono rispondere i sudditi fedeli a un
re così generoso e così umano, e quindi come sarebbe degno di essere
disprezzato da tutti e considerato un vile cavaliere chi non accettasse la
proposta di un tale re.
[95] La seconda parte di questo esercizio consiste nell'applicare
l'esempio precedente del re terreno a Cristo nostro Signore, seguendo gli
stessi tre punti.
Primo punto. Se l'appello del re terreno ai suoi sudditi merita
attenzione, quanto più degno di considerazione è vedere nostro Signore, re
eterno, che ha davanti a sé tutti gli uomini del mondo, e chiama ciascuno in
particolare dicendo: "È mia volontà sottomettere al mio potere tutto il
mondo e tutti gli avversari, e così entrare nella gloria del Padre mio; perciò
chi vuole venire con me deve faticare con me, perché, seguendomi nella
sofferenza, mi segua anche nella gloria".
[96] Secondo punto. Penso che tutte le persone ragionevoli e di buon
senso si offriranno senza riserve alla fatica.
[97] Terzo punto. Quelli che vorranno impegnarsi (afectarse) di più e
distinguersi in ogni servizio del loro re eterno e signore universale, non
soltanto si offriranno alla fatica, ma, andando anche contro le propria
sensualità, le affezioni disordinate (amor carnal) e le vanità mondane, faranno
una offerta di maggior valore e di maggiore importanza dicendo:
[98] "Eterno Signore di tutte le cose, con il tuo favore e il tuo
aiuto io faccio la mia offerta davanti alla tua infinita bontà, davanti alla
tua gloriosa Madre e a tutti i santi e le sante della corte celeste: io voglio
e desidero ed è mia ferma decisione, purché sia per tuo maggior servizio e
lode, imitarti nel sopportare ogni ingiuria e disprezzo e ogni povertà, sia
materiale che spirituale, se la tua santissima Maestà vorrà scegliermi e
ricevermi in questo genere di vita".
[99] Prima nota. Questo esercizio si farà due volte al giorno, cioè al
mattino appena alzati e un'ora prima del pranzo o della cena.
[100] Seconda nota. Nella seconda settimana, e così anche in seguito,
giova molto leggere ogni tanto passi dell'Imitazione di Cristo o dei Vangeli e
delle vite dei santi.
[101]
PRIMO GIORNO, PRIMA CONTEMPLAZIONE: L'INCARNAZIONE. COMPRENDE LA PREGHIERA
PREPARATORIA, TRE PRELUDI, TRE PUNTI E UN COLLOQUIO.
La solita preghiera preparatoria [46].
[102] Il primo preludio consiste nel richiamare il soggetto (historia)
della contemplazione: le tre Persone divine osservano tutta la superficie
ricurva del mondo popolato di uomini; vedendo che tutti vanno all'inferno,
stabiliscono da tutta l'eternità che la seconda Persona si faccia uomo, per
salvare il genere umano; così, giunto il tempo prefissato, inviano l'angelo san
Gabriele a nostra Signora [262].
[103] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà
vedere la grande estensione ricurva del mondo, dove vivono tanti e così diversi
popoli; vedere in particolare la casa e le stanze di nostra Signora a Nazaret,
nella provincia di Galilea.
[104] Il terzo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui
sarà domandare di conoscere intimamente il Signore che per me si è fatto uomo,
perché più lo ami e lo segua.
[105] Nota. Qui è bene notare che, in questa settimana e nelle seguenti,
bisogna fare la stessa preghiera preparatoria senza cambiarla, come si è detto
all'inizio, e gli stessi tre preludi, variando la forma secondo l'argomento
trattato.
[106] Primo punto: vedo le persone, le une e le altre. Primo, vedo gli
abitanti della terra, così diversi sia nelle vesti sia negli atteggiamenti:
alcuni bianchi e altri neri, alcuni in pace e altri in guerra, alcuni che
piangono e altri che ridono, alcuni sani e altri malati, alcuni che nascono e
altri che muoiono, e così via.
Secondo, vedo e considero le tre Persone divine nella loro sede regale o sul
trono della loro divina Maestà: esse osservano la superficie ricurva della
terra e gli uomini di tutte le razze, che vivono come ciechi e quando muoiono
vanno all'inferno.
Terzo, vedo nostra Signora e l'angelo che la saluta, e rifletto per ricavare
frutto da questa vista.
[107] Secondo punto: ascolto quello che dicono gli uomini sulla terra,
cioè come parlano tra loro, giurano, bestemmiano e via dicendo; così pure
ascolto quello che dicono le Persone divine, cioè: "Facciamo la redenzione
del genere umano"; ascolto poi quello che dicono l'angelo e nostra
Signora; infine rifletto per ricavare frutto dalle loro parole.
[108] Terzo punto: osservo quello che fanno gli uomini sulla terra; per
esempio, feriscono, uccidono, vanno all'inferno, e via dicendo; così pure
guardo quello che fanno le Persone divine, cioè compiono l'opera della
santissima Incarnazione; e ancora guardo quello che fanno l'angelo e nostra
Signora, cioè l'angelo compie la sua missione di messaggero e nostra Signora
con un atto di umiltà ringrazia la divina Maestà; infine rifletto per ricavare
qualche frutto da ciascuna di queste considerazioni.
[109] Colloquio. Alla fine farò un colloquio pensando a quello che devo
dire alle tre Persone divine o al Verbo incarnato o alla Madre e Signora
nostra: secondo quello che sentirò in me, chiederò l'aiuto per seguire e
imitare meglio nostro Signore, come se si fosse ora incarnato. Dirò un Padre
nostro.
[110]
SECONDA CONTEMPLAZIONE: LA NATIVITÀ.
La solita preghiera preparatoria [46].
[111] Il primo preludio è il soggetto della contemplazione: nostra
Signora, che era incinta di quasi nove mesi, seduta in groppa a un'asina (come
si può piamente pensare), san Giuseppe e una domestica partirono da Nazaret
conducendo con sé un bue, per andare a Betlemme a pagare il tributo che Cesare
aveva imposto a tutte quelle regioni [264].
[112] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà
vedere con l'immaginazione la strada da Nazaret a Betlemme, considerando quanto
è lunga e larga, e se corre in pianura o per valli o per alture; così pure
vedere la grotta della natività, osservando se è grande o piccola, bassa o
alta, e che cosa contiene.
[113] Il terzo preludio sarà lo stesso della contemplazione precedente e
si farà allo stesso modo.
[114] Primo punto: vedo le persone, cioè nostra Signora, san Giuseppe,
la domestica e il bambino Gesù appena nato; mi faccio come un piccolo e indegno
servitorello guardandoli, contemplandoli e servendoli nelle loro necessità,
come se mi trovassi lì presente, con tutto il rispetto e la riverenza
possibili. Infine rifletterò su me stesso per ricavare qualche frutto.
[115] Secondo punto: osservo, noto e contemplo quello che dicono; e,
riflettendo su me stesso, cerco di ricavare qualche frutto.
[116] Terzo punto: osservo e considero quello che fanno; per esempio,
camminano e si danno da fare perché il Signore nasca in un'estrema povertà, per
poi morire sulla croce, dopo aver tanto sofferto la fame e la sete, gli insulti
e le offese: e tutto questo per me; infine, riflettendo, cerco di ricavare
qualche frutto spirituale.
[117] Colloquio. Alla fine farò un colloquio, come nella contemplazione
precedente, e dirò un Padre nostro.
[118]
TERZA CONTEMPLAZIONE: RIPETIZIONE DEL PRIMO E DEL SECONDO ESERCIZIO.
Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi, si farà la ripetizione del primo
e del secondo esercizio, fermandosi sempre su alcuni punti più importanti, dove
si era sentita qualche illuminazione o consolazione o desolazione. Alla fine si
farà un colloquio e si dirà un Padre nostro.
[119] Nota. In questa ripetizione e in tutte le seguenti si seguirà lo
stesso procedimento già seguito nelle ripetizioni della prima settimana,
variando l'argomento e conservando la forma.
[120]
QUARTA CONTEMPLAZIONE: RIPETIZIONE DELLA PRIMA E DELLA SECONDA CONTEMPLAZIONE,
COME SI È FATTO NELLA RIPETIZIONE PRECEDENTE.
[121]
QUINTA CONTEMPLAZIONE: APPLICAZIONE DEI SENSI SULLA PRIMA E LA SECONDA
CONTEMPLAZIONE.
Dopo la preghiera preparatoria e i tre preludi, giova ripercorrere con i cinque
sensi dell'immaginazione la prima e la seconda contemplazione nel modo
seguente.
[122] Primo punto: vedo con la vista dell'immaginazione le persone,
meditando e contemplando nei particolari le circostanze che le riguardano, e
ricavando qualche frutto dalla loro vista.
[123] Secondo punto: ascolto con l'udito quello che dicono o potrebbero
dire; e, riflettendo su me stesso, cerco di ricavarne qualche frutto.
[124] Terzo punto: odoro e assaporo, con l'olfatto e con il gusto,
l'infinita soavità e dolcezza della divinità, dell'anima e delle sue virtù, e
di tutto il resto, a seconda della persona che contemplo; e, riflettendo su me
stesso, cerco di ricavarne qualche frutto.
[125] Quarto punto: sento con il tatto, per esempio accarezzo e bacio i
luoghi dove queste persone camminano e siedono; e sempre cerco di ricavarne
frutto.
[126] Colloquio. Alla fine farò un colloquio, come nella prima e nella
seconda contemplazione [109, 117], e dirò un Padre nostro.
[127] Prima nota. È da notare che, per tutta questa settimana e nelle
altre che seguono, devo leggere soltanto il mistero relativo alla
contemplazione che sto per fare. Per il momento, dunque, non leggerò alcun
mistero che non debba contemplare in quel giorno o a quell'ora; e questo perché
la considerazione di un mistero non disturbi quella di un altro.
[128] Seconda nota. Il primo esercizio sull'Incarnazione si farà a
mezzanotte, il secondo all'alba, il terzo all'ora della messa, il quarto
all'ora dei vespri e il quinto prima dell'ora di cena. A ciascuno dei cinque
esercizi si dedicherà un'ora; lo stesso procedimento si seguirà anche in
seguito.
[129] Terza nota. Se l'esercitante è anziano o debole, o se, benché
forte, è uscito un po' indebolito dalla prima settimana, è meglio che in questa
seconda settimana, almeno qualche volta, non si alzi a mezzanotte; farà invece
una contemplazione al mattino, un'altra all'ora della messa, una terza prima
del pranzo, una ripetizione delle stesse contemplazioni all'ora dei vespri e
l'applicazione dei sensi prima della cena.
[130] Quarta nota. In questa seconda settimana, fra le dieci addizioni
indicate nella prima settimana, bisogna modificare la seconda, la sesta, la
settima e la decima [74, 78, 79, 82].
La seconda: appena sveglio, mi metterò davanti la contemplazione che sto per
fare, con il desiderio di conoscere meglio il Verbo incarnato, per servirlo e
seguirlo sempre meglio.
La sesta: richiamerò frequentemente alla memoria la vita e i misteri di Cristo
nostro Signore, cominciando dalla sua Incarnazione fino al punto o mistero che
sto contemplando.
La settima: l'esercitante avrà cura di mantenere l'oscurità o la luce, di
valersi delle diverse opportunità della stagione, in quanto sentirà che gli può
giovare ed essere utile per trovare quello che desidera.
La decima: l'esercitante si regolerà secondo i misteri che contempla, perché
alcuni richiedono penitenza e altri no. Tutte le dieci addizioni si devono
dunque osservare con molta cura.
[131] Quinta nota. In tutti gli esercizi, tranne quelli della mezzanotte
e del mattino, si farà l'equivalente della seconda addizione, in questo modo:
quando mi accorgerò che è l'ora di fare l'esercizio, prima di andare rifletterò
dove vado e davanti a chi; quindi, richiamato sinteticamente l'esercizio che
sto per fare ed eseguita la terza addizione, incomincerò l'esercizio.
[132]
SECONDO GIORNO.
Come prima e seconda contemplazione si scelgono la presentazione al tempio
[268] e la fuga in Egitto, come in esilio [269]. Di queste due contemplazioni
si faranno due ripetizioni e l'applicazione dei sensi, come si è fatto il
giorno prima.
[133] Nota. A volte, anche se l'esercitante è resistente e ben disposto,
da questo secondo giorno fino al quarto compreso giova variare, per trovare
meglio quello che si desidera: fare, cioè, la prima contemplazione all'alba e
un'altra all'ora della messa, poi fare la ripetizione di queste contemplazioni
all'ora dei vespri e l'applicazione dei sensi prima della cena.
[134]
TERZO GIORNO.
Si contempla come Gesù a Nazaret era obbediente ai suoi genitori [271], e come
poi lo trovarono nel tempio [272]. Si fanno poi le due
ripetizioni e l'applicazione dei cinque sensi.
[135]
PREMESSA ALLA CONSIDERAZIONE SUGLI STATI DI VITA.
Abbiamo considerato l'esempio che ci ha dato nostro Signore per il primo stato
di vita comune, che consiste nell'osservare i comandamenti, e per quello di
perfezione evangelica: il primo, quando obbediva ai suoi genitori; il secondo,
quando si allontanò dal padre putativo e dalla madre terrena, e rimase nel
tempio per dedicarsi unicamente al servizio del suo eterno Padre. Ora continueremo
a contemplare i misteri della sua vita, cominciando al tempo stesso a ricercare
e a domandarci in quale stato di vita la divina Maestà vuole servirsi di noi.
Come introduzione, nel primo esercizio che segue considereremo quale fine si
propone Cristo nostro Signore e quale, al contrario, il nemico della natura
umana; quindi vedremo quale deve essere la nostra disposizione per giungere
alla perfezione in quello stato di vita che Dio nostro Signore ci proporrà di
eleggere.
[136]
QUARTO GIORNO. MEDITAZIONE SU DUE BANDIERE, L'UNA DI CRISTO, NOSTRO SOMMO
CAPITANO E SIGNORE, L'ALTRA DI LUCIFERO, NEMICO MORTALE DELLA NOSTRA NATURA
UMANA
La solita preghiera preparatoria [46].
[137] Il primo preludio è il soggetto della meditazione: come Cristo
chiami tutti gli uomini e li vuole sotto la sua bandiera, mentre Lucifero li
vuole sotto la sua.
[138] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà
vedere un grande campo nella regione di Gerusalemme, dove Cristo nostro Signore
è il capo supremo dei buoni, e un altro campo nella regione di Babilonia, dove
Lucifero è il capo degli avversari.
[139] Il terzo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui
chiederò di conoscere gli inganni del malvagio capo, e l'aiuto per difendermi
da essi; e di conoscere la vera vita che il supremo e vero capitano mostra, e
la grazia di imitarlo.
[140] Primo punto. Immagino nel vasto campo di Babilonia il capo degli
avversari, che siede su un grande seggio di fuoco e di fumo, orribile e
spaventoso nell'aspetto.
[141] Secondo punto. Considero che egli chiama a raccolta innumerevoli
demoni e poi li sparge, chi in una città chi in un'altra, per tutto il mondo,
senza tralasciare alcuna regione o luogo o stato di vita, né alcuna persona in
particolare.
[142] Terzo punto. Considero il discorso che egli rivolge loro,
incitandoli a gettare agli uomini reti e catene; come di solito avviene,
cominceranno ad attirarli con l'avidità delle ricchezze; così essi giungeranno
più facilmente alla ricerca del vano onore del mondo, e infine a un'immensa
superbia. Vi sono perciò tre scalini: il primo è la ricchezza, il secondo il
vano onore, il terzo la superbia; da questi tre scalini egli spinge gli uomini
a tutti gli altri vizi.
[143] Tutto al contrario si deve immaginare il sommo e vero capitano che
è Cristo nostro Signore.
[144] Primo punto. Considero Cristo nostro Signore, in un vasto campo
nella regione di Gerusalemme, in luogo umile, bello e gradevole (gracioso).
[145] Secondo punto. Considero il Signore di tutto il mondo, che sceglie
tante persone apostoli, discepoli ed altri e le invia in tutto il mondo per
diffondere la sua santa dottrina tra gli uomini di ogni stato e condizione.
[146] Terzo punto. Considero il discorso che Cristo nostro Signore
rivolge a tutti i suoi servi e amici, che invia a questa missione (jornada),
raccomandando loro che cerchino di aiutare tutti gli uomini: li condurranno
anzitutto a una somma povertà spirituale e, se la divina Maestà così vorrà e
intenderà sceglierli, anche alla povertà materiale; poi al desiderio di
ricevere umiliazioni e disprezzi, perché da questi nasce l'umiltà. Vi sono
perciò tre scalini: il primo è la povertà opposta alla ricchezza, il secondo
l'umiliazione e il disprezzo opposti al vano onore del mondo, il terzo l'umiltà
opposta alla superbia; da questi tre scalini li guideranno a tutte le altre
virtù.
[147] Primo colloquio. Farò un colloquio con nostra Signora, perché mi
ottenga dal suo Figlio e Signore la grazia di essere accolto sotto la sua
bandiera, anzitutto in somma povertà spirituale e, se la divina Maestà così
vorrà e intenderà scegliermi e accogliermi, anche nella povertà materiale;poi
sopportando umiliazioni e insulti, per meglio imitarlo in questi, purché possa
sopportarli senza peccato di alcuna persona e senza offesa alla divina Maestà.
Qui dirò un'Ave Maria.
Secondo colloquio. Chiederò lo stesso al Figlio, perché me l'ottenga dal
Padre. Qui dirò la preghiera "Anima di Cristo".
Terzo colloquio. Chiederò lo stesso al Padre, perché me lo conceda. Qui
dirò un Padre nostro.
[148] Nota. Questo esercizio si farà a mezzanotte, poi una altra volta
al mattino; dello stesso esercizio si faranno due ripetizioni, all'ora della
messa e all'ora dei vespri, terminando sempre con i tre colloqui con nostra Signora,
con il Figlio e con il Padre. L'esercizio seguente dei tre tipi di uomini si
farà un'ora prima della cena.
[149]
LO STESSO QUARTO GIORNO.
MEDITAZIONE SU TRE TIPI DI UOMINI PER ABBRACCIARE IL MIGLIORE.
La solita preghiera preparatoria [46].
[150] Il primo preludio è il soggetto della meditazione: vi sono tre
tipi di uomini, ciascuno dei quali ha guadagnato diecimila ducati, ma non in
modo limpido né debitamente per amor di Dio; tutti vogliono salvarsi e trovar
pace in Dio nostro Signore, togliendosi il peso e l'ostacolo che viene loro
dall'affezione al denaro guadagnato.
[151] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà
vedere me stesso alla presenza di Dio nostro Signore e di tutti i santi, per
desiderare e conoscere quello che è più gradito alla sua divina Bontà.
[152] Il terzo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui
chiederò la grazia di scegliere quello che è più utile per la gloria della
divina Maestà e per la salvezza della mia anima.
[153] Il primo uomo vorrebbe togliere l'affetto al denaro
guadagnato, per trovarsi in pace con Dio nostro Signore e potersi salvare, ma
non usa i mezzi fino al momento della morte.
[154] Il secondo uomo vuole togliere quell'affetto, ma conservare
il guadagno, in modo che sia Dio a venire verso di lui; e non si decide a
lasciare quel denaro per andare verso Dio, anche se questa fosse per lui la
migliore condizione di vita.
[155] Il terzo uomo vuole togliere l'affetto e al tempo stesso
vuole rimanere indifferente (no tener afección) se possedere o no il denaro
guadagnato; infatti vuole conservarlo o non conservarlo secondo quello che Dio
nostro Signore gli ispirerà (pondrá en voluntad) e che egli giudicherà più
utile per il servizio e la lode della divina Maestà. Intanto si considera
completamente distaccato, sforzandosi di non volere quel bene né alcun altro,
se non spinto unicamente dal servizio di Dio nostro Signore; sarà così il
desiderio di poter meglio servire Dio nostro Signore, che lo spingerà a
prendere o a lasciare quel denaro.
[156] Colloqui. Si fanno gli stessi tre colloqui che si sono fatti nella
precedente contemplazione delle due bandiere [147].
[157] Nota. È da notare che, quando sentiamo inclinazione o ripugnanza
verso la povertà materiale, non essendo indifferenti alla povertà o alla
ricchezza, per liberarci da questa inclinazione disordinata giova molto
chiedere nei colloqui sebbene sia contro la sensibilità che il Signore ci
scelga per la povertà materiale; vogliamo, chiediamo e imploriamo questo, purché
sia per servizio e lode della sua divina bontà.
[158]
QUINTO GIORNO.
Contemplazione sulla partenza di Cristo nostro Signore da Nazaret per il fiume
Giordano, e sul suo battesimo [273].
[159] Prima nota. Questa contemplazione si farà la prima volta a mezzanotte,
poi un'altra volta al mattino; della stessa contemplazione si faranno due
ripetizioni, all'ora della messa e all'ora dei vespri, e si farà l'applicazione
dei cinque sensi prima della cena. Ciascuno di questi cinque esercizi si
comincerà con la solita preghiera preparatoria e i tre preludi com'è indicato
nella contemplazione dell'Incarnazione [102] e in quella della Natività [111];
e si concluderà con i tre colloqui della meditazione dei tre tipi di uomini [147],
o secondo la nota che segue a questa meditazione [157].
[160] Seconda nota. L'esame particolare, dopo il pranzo e dopo la cena,
si farà sulle mancanze e le negligenze relative agli esercizi e alle addizioni
di questo giorno. Lo stesso vale per i giorni seguenti.
[161]
SESTO GIORNO.
Contemplazione: Cristo nostro Signore va dal fiume Giordano al deserto,
incluso. Si segue in tutto lo stesso metodo del quinto giorno [274].
SETTIMO
GIORNO.
Sant'Andrea e altri seguono Cristo nostro Signore [275].
OTTAVO
GIORNO.
Il discorso della montagna con le otto beatitudini [278].
NONO
GIORNO.
Cristo nostro Signore appare ai discepoli sulle onde del lago [280].
DECIMO
GIORNO.
Il Signore predica nel tempio [288].
UNDICESIMO
GIORNO.
La risurrezione di Lazzaro [285].
DODICESIMO
GIORNO.
Il giorno delle Palme [287].
[162] Prima nota. In questa seconda settimana le contemplazioni si
possono allungare o abbreviare, secondo il tempo che ciascuno vuole impiegare o
secondo il frutto che ne ricava. Se si vogliono allungare, si possono considerare
altri misteri: la visita di nostra Signora a santa Elisabetta, i pastori, la
circoncisione di Gesù bambino, i magi, e così via. Se si vogliono abbreviare,
si possono lasciare alcuni dei misteri proposti. Infatti qui si vuole offrire
soltanto un'indicazione e un metodo, per poter contemplare meglio e più
compiutamente in seguito.
[163] Seconda nota. La materia dell'elezione (o scelta di vita) si
affronterà a partire dalla contemplazione del quinto giorno, da Nazaret al
Giordano, nel modo che sarà spiegato dopo [169].
[164] Terza nota. Prima di addentrarsi nell'elezione, per affezionarsi
alla vera dottrina di Cristo nostro Signore, giova molto considerare e tenere
presenti i seguenti tre modi di umiltà, ripensandoci a tratti durante il giorno
e facendo i colloqui, come si dirà più avanti [168].
TRE
MODI DI UMILTÀ.
[165] Il primo modo di umiltà è necessario per la salvezza eterna e
consiste nell'abbassarmi e umiliarmi, quanto mi è possibile, per obbedire in tutto
alla legge di Dio nostro Signore; di modo che io non decida mai di trasgredire
alcun comandamento divino o umano che mi obblighi sotto pena di peccato
mortale, anche se fossi fatto signor di tutte le cose create, o anche a costo
della mia vita terrena.
[166] Il secondo modo di umiltà è più perfetto e consiste in questo, che
io mi trovi in una disposizione tale da non volere né affezionarmi ad avere la
ricchezza piuttosto che la povertà, a cercare l'onore piuttosto che il
disonore, a desiderare una vita lunga piuttosto che una vita breve, purché sia
uguale il servizio di Dio nostro Signore e la salvezza della mia anima; e
inoltre che non decida mai di commettere un peccato veniale, neppure in cambio
di tutte le cose create né a costo di perdere la vita.
[167] Il terzo modo di umiltà è il più perfetto e consiste in questo:
includendo il primo e il secondo modo, e posto che sia uguale la lode e la
gloria della divina Maestà, io, per imitare più concretamente Cristo nostro
Signore ed essergli più simile, voglio e scelgo la povertà con Cristo povero
piuttosto che la ricchezza, le umiliazioni con Cristo umiliato piuttosto che
gli onori; inoltre desidero di più essere considerato stolto e pazzo per
Cristo, che per primo fu ritenuto tale, piuttosto che saggio e accorto secondo
il giudizio del mondo.
[168] Nota. A chi desidera raggiungere questo terzo modo di umiltà,
giova molto fare i tre colloqui già indicati nella meditazione dei tre tipi di
uomini [147, 156], chiedendo che nostro Signore voglia sceglierlo per questa
maggiore e più perfetta umiltà, per meglio imitarlo e servirlo, purché sia
uguale o maggiore il servizio e la lode della divina Maestà.
[169]
PREAMBOLO PER FARE L'ELEZIONE.
Per fare una buona elezione, in quanto dipende da me, bisogna che l'occhio
della mia intenzione sia semplice e indirizzato soltanto al fine per cui sono
creato, cioè la lode di Dio nostro Signore e la salvezza della mia anima.
Perciò, qualunque sia la mia scelta, deve essere tale da aiutarmi a raggiungere
il fine per cui sono creato, non subordinando o piegando il fine al mezzo, ma
il mezzo al fine. Infatti accade che molti prima scelgono di sposarsi e poi di
servire Dio nel matrimonio, mentre lo sposarsi è un mezzo e servire Dio è il
fine; così pure vi sono altri che prima desiderano ottenere benefici
ecclesiastici e poi servire Dio in essi. In questo modo essi non vanno
direttamente a Dio, ma vogliono che Dio venga direttamente incontro alle loro
affezioni disordinate; così fanno del fine un mezzo e del mezzo un fine, e quello
che dovrebbero mettere per primo, lo mettono per ultimo. Perciò devo propormi
prima di tutto il voler servire Dio, che è il fine, e poi, se è più
conveniente, di ricevere un beneficio o di sposarmi, che sono mezzi per il
fine. Nulla dunque deve spingermi a prendere questi mezzi o a rinunciarvi, se
non unicamente il servizio e la lode di Dio nostro Signore e la salvezza eterna
della mia anima.
[170]
CONSIDERAZIONE PER CONOSCERE SU CHE COSA SI DEVE FARE L'ELEZIONE: COMPRENDE
QUATTRO
PUNTI E UNA NOTA.
Primo punto. È necessario che tutto quello su cui vogliamo fare
l'elezione sia indifferente o buono in se stesso, e che sia approvato dalla
santa madre Chiesa gerarchica, e non cattivo o in contrasto con essa.
[171] Secondo punto. Alcune cose sono soggette ad elezione immutabile,
come il sacerdozio e il matrimonio; altre sono soggette ad elezione mutabile,
come accettare benefici ecclesiastici o rinunciarvi, accettare beni terreni o
rifiutarli.
[172] Terzo punto. Una volta fatta una elezione immutabile, questa non
si può annullare; perciò non c'è più niente da scegliere: così è, per esempio,
per il matrimonio e il sacerdozio. Si noti soltanto che, se questa elezione non
è stata fatta correttamente e nel modo dovuto, cioè senza alcuna affezione
disordinata, bisogna pentirsi e impegnarsi a condurre una vita onesta in quella
condizione scelta. Non sembra che una tale elezione sia una vocazione divina,
perché è disordinata e distorta; perciò sbagliano molti che considerano una
elezione distorta e cattiva come una vocazione divina; infatti ogni vocazione
divina è sempre pura e limpida, senza mescolarvi ricerca di benessere (carne) o
alcuna altra affezione disordinata.
[173] Quarto punto. Se qualcuno ha fatto un'elezione mutabile
correttamente e nel modo dovuto, cioè senza mire terrene o mondane, non c'è
motivo che faccia di nuovo l'elezione, ma si perfezioni quanto può nella scelta
fatta.
[174] Nota. Quando l'elezione mutabile non è stata fatta con sincerità e
nel modo dovuto, giova rifarla correttamente, se si desidera ricavarne frutti
abbondanti e molto graditi a Dio nostro Signore.
[175]
TRE TEMPI PER FARE, IN CIASCUNO DI ESSI, UNA SANA E BUONA ELEZIONE.
Il primo tempo è quando Dio nostro Signore muove e attira la volontà, in
modo che la persona fedele compie quello che le viene proposto senza alcuna
incertezza o possibilità di incertezza, come fecero san Paolo e san Matteo
seguendo Cristo nostro Signore.
[176] Il secondo tempo è quando si acquista sufficiente chiarezza e
conoscenza, attraverso l'esperienza delle consolazioni e desolazioni e del
discernimento dei diversi spiriti.
[177] Il terzo tempo è un tempo tranquillo: è quando si considera
anzitutto per qual fine l'uomo è nato, cioè per lodare Dio nostro Signore e per
salvare la propria anima; e quindi, desiderando questo fine, si sceglie come
mezzo una vita o stato entro i limiti della Chiesa, per essere aiutati a
servire il Signore e a salvare la propria anima. Si intende per tempo
tranquillo quello in cui l'anima non è agitata da diversi spiriti ed esercita
le sue facoltà naturali liberamente e tranquillamente.
[178] Se l'elezione non si fa nel primo o nel secondo tempo, si
propongono due modi per farla in questo terzo tempo.
PRIMO
MODO DI FARE UNA SANA E BUONA ELEZIONE: COMPRENDE SEI PUNTI.
Primo punto. Devo mettermi davanti quello su cui voglio fare l'elezione,
per esempio un ufficio o un beneficio da accettare o da rifiutare, o qualsiasi
altra cosa che sia soggetta ad elezione mutabile.
[179] Secondo punto. Devo tener presente il fine per cui sono creato,
che è lodare Dio nostro Signore e salvare la mia anima; e insieme devo rimanere
indifferente, senza alcuna affezione disordinata, in modo che non sia propenso
o affezionato ad accettare la cosa proposta piuttosto che a rifiutarla o a
rifiutarla piuttosto che ad accettarla, ma mi tenga in equilibrio come il peso
sul braccio di una stadera, per seguire quello che sentirò più utile per la
gloria e la lode di Dio nostro Signore e per la salvezza della mia anima.
[180] Terzo punto. Devo chiedere a Dio nostro Signore di muovere la mia
volontà e di farmi capire quello che devo fare circa la cosa proposta, perché
sia per sua maggiore lode e gloria; e insieme devo riflettere bene e
sinceramente con il mio intelletto, e fare l'elezione secondo la sua santissima
e benevola volontà.
[181] Quarto punto. Devo considerare, ragionando, quali vantaggi o
utilità ci siano, unicamente in ordine alla lode di Dio e alla salvezza della
mia anima, nell'avere l'incarico o il beneficio proposto; e viceversa
considerare quali svantaggi e pericoli vi siano nell'averli. Devo fare lo
stesso nella seconda parte, cioè considerare vantaggi e utilità nel non averli,
e viceversa svantaggi e pericoli nel non averli.
[182] Quinto punto. Dopo avere così esaminato e valutato da ogni punto
di vista la cosa proposta, devo osservare da quale parte propende di più la
ragione, e decidere sulla cosa in questione seguendo il maggiore stimolo della
ragione senza alcun influsso della sensualità.
[183] Sesto punto. La persona che ha fatto tale elezione o
deliberazione, deve andare con molta diligenza a pregare davanti a Dio nostro
Signore e ad offrirgli la sua elezione, perché la divina Maestà voglia
accettarla e confermarla, se è per suo maggiore servizio e lode.
[184]
SECONDO MODO DI FARE UNA SANA E BUONA ELEZIONE: COMPRENDE QUATTRO REGOLE E UNA
NOTA.
Prima regola. La prima cosa è che l'amore che mi muove e mi induce a
scegliere una determinata cosa discenda dall'alto, cioè dall'amore di Dio, così
che io senta prima di tutto che l'amore più o meno grande per la cosa che
scelgo è soltanto amore per il Creatore e Signore.
[185] Seconda regola. Immagino una persona che non ho mai visto né
conosciuto e, desiderando per lei tutta la sua perfezione, considerare quello
che le direi di fare e di scegliere per la maggior gloria di Dio nostro Signore
e per la maggior perfezione della sua anima; farò quindi lo stesso, osservando
la norma che propongo all'altro.
[186] Terza regola. Devo considerare, come se fossi in punto di morte,
il criterio e la misura che allora vorrei aver tenuto nella presente elezione;
e così regolandomi, prenderò fermamente la mia decisione.
[187] Quarta regola. Devo immaginare e considerare come mi troverò nel
giorno del giudizio, pensando come allora vorrei aver deciso circa la cosa
presente, e osserverò ora la norma che allora vorrei aver seguito, per averne
allora piena soddisfazione e gioia.
[188] Nota. Dopo aver osservato le regole precedenti, per la mia eterna
salvezza e pace, farò la mia elezione e la mia offerta a Dio nostro Signore,
secondo il sesto punto del primo modo di fare elezione [183].
[189]
PER EMENDARE E RIFORMARE IL PROPRIO STATO DI VITA.
Un'avvertenza per coloro che sono legati a una dignità ecclesiastica o al
matrimonio, sia che abbiano molti beni terreni, sia che non ne abbiano. Se non
hanno la possibilità o la risoluta volontà di fare l'elezione su cose soggette
ad elezione mutabile, giova molto, invece di proporre loro l'elezione,
presentare un metodo per emendare e riformare lo stato di vita proprio di
ciascuno, indirizzando la loro esistenza e il loro stato di vita alla gloria e
lode di Dio nostro Signore e alla salvezza della propria anima. Per raggiungere
e conseguire questo fine, chi si trova in tale condizione deve ruminare,
attraverso gli esercizi e i modi di fare l'elezione già spiegati [175-188],
quale genere di casa e di servitù deve avere, come dirigerla e governarla, come
educarla con la parola e con l'esempio; così anche riguardo ai suoi averi,
quanto destinare per la famiglia e la casa e quanto per essere distribuito ai
poveri o in altre opere pie, senza volere o cercare, in tutto e per tutto,
nient'altro che la maggior lode e gloria di Dio nostro Signore. Ciascuno,
infatti, deve pensare che tanto progredirà nella vita spirituale, quanto si
libererà dell'amore di sé, della propria volontà e del proprio interesse.