La preghiera personale o meditazione
La
parola preghiera ha un ampio significato.
E' preghiera la S. Messa; ricevere i Sacramenti;
recitare il S. Rosario, ecc. Questa è la preghiera
pubblica. In questo caso lo scopo principale è dichiarare che siamo e vogliamo
vivere da cristiani, incominciando proprio dal presenziare alla preghiera
comune.
E' preghiera, anche, il presentare a Dio o alla
Madonna o ai Santi i nostri desideri, sempre pronti a ringraziare anche quando
non otteniamo niente. Infatti quello che è giusto secondo Dio, che è verità
assoluta ed Amore eterno, ci viene dato sempre, anche attraverso i Miracoli, ed
anche se non li meritiamo. Quello che non è giusto ci viene negato perchè non
giova alla nostra felicità eterna.
La
meditazione o preghiera personale è un'altra cosa.
E'
mettersi in contatto con Dio per conoscere il suo insegnamento e convincersi a
metterlo in pratica e incamminarsi verso la felicità.
Ricordiamo il rimprovero di Gesù:”Va via da me, Satana, perchè tu pensi da
uomo e non da figlio di Dio”. Ecco chi è Satana: chiunque non voglia
conoscere la parola di Dio e non fa tutto il possibile per metterla in pratica.
E' un cammino duro e lento. Non bisogna scoraggiarsi, ma occorre incominciare subito!
E'
necessario perciò fare spesso l'esame di coscienza ricordando: i dieci comandamenti, le opere di
misericordia e le Beatitudini, per tenere presente il male da evitare ed il
bene da fare.
A questo proposito giova contemplare la vita di
Gesù per convincersi da imitarlo anche quando costa sofferenza. Infatti più lo
imitiamo e più avremo serenità e la pace che Lui ha avuto su questa terra anche
quando soffriva.
Pregare
vuol dire combattere l'esagerato desiderio delle cose di questa terra, ecco
perchè dobbiamo abituarci a dire:“Signore, con il tuo aiuto cercherò di
procurami onestamente il cibo; se non mi è possibile, pazienza, l'importante è
venire in Paradiso.”
“Signore,
io farò ciò che è giusto per avere l'affetto degli altri, se però gli altri non
mi vogliono bene, sia fatta la tua volontà”.
Questo tipo di preghiera deve essere fatto spesso,
fino a quando non conquistiamo il giusto equilibrio affettivo.
S.
Ignazio di Lojola, che non era nato santo e voleva a tutti i costi le cose di
questa terra, si è trasformato, si è convertito attraverso questo tipo di
preghiera che poi chiamerà Esercizi
Spirituali e li consiglierà a tutti.
Esercizio, in quanto non bastano
i buoni propositi fatti e dimenticati.
E' necessario fare un proposito alla volta, ricordandoselo spesso e stabilire
cose concrete da fare per eliminare quel difetto o acquistare quella virtù.
Questo tipo di preghiera ci salva, cioè ci aiuta a cambiare e ci conduce alla
pace del Signore.
Spirituale, perchè bisogna
esercitare la nostra mente ad accettare Dio come guida della vita.
Bisogna infatti raddrizzare prima di tutto la parte
spirituale che c'è in noi, cioè l'intelligenza, la volontà, la capacità di
ragionare e i sentimenti. La nostra intelligenza deve essere illuminata dalla
Parola di Dio, che è Verità Infallibile.
Se siamo di buona volontà troveremo il tempo per
conoscere gli insegnamenti di Dio.
Il secondo esercizio da fare è convincere noi stessi a vivere come Dio
c'insegna. Può essere utile far finta di volere convincere un nostro amico.
Ebbene tutto quello che diremmo a lui diciamolo a noi stessi. Così facendo si
esercita la capacità di ragionare da
cristiani.
Bisogna
esercitare la nostra volontà, non quella di Dio! Ecco perchè dobbiamo ripetere spesso: “Signore, mandami la croce ed io ti
ringrazierò e l'accetterò, se non posso fare nulla di lecito per eliminarla”. Ed
ancora:”Signore, quando mi chiami
all'altro mondo, me ne vengo volentieri.” Così pregava una persona ed è
morta lucida e serena. Con la meditazione si creano i sentimenti veri:
riconosciamo che Dio è Verità Eterna, che fa tutto con saggezza ed amore, anche
quando ci manda la prova; accettiamo con convinzione che i suoi insegnamenti
messi in pratica ci faranno raggiungere la vera felicità. Per giungere a questa
convinzione è giusto lodarLo per la sua grande onnipotenza.
Continuamente ci dobbiamo ripetere che
è giusto avere sentimenti di bontà verso tutti, anche verso chi ci ha fatto del
male.
Dobbiamo
prendere atto e condannare ciò che è sbagliato, ma non ci è lecito condannare
chi ha sbagliato. Gesù ha detto a
Dio:”Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno!”.
Spesso
dobbiamo ringraziare Dio perchè ci ha adottato come figli suoi e perchè ci ha
donato tutto il mondo che ci circonda perchè, se utilizzato bene, ci sia di aiuto a raggiungere la Felicità Eterna.
Perciò S. Ignazio ci dice che:”è necessario usare le creature tanto quanto ci
aiutano a raggiungere questo scopo e privarcene quando ci sono di ostacolo”.
Questa riflessione accettata e tenuta presente nel corso della giornata ci
aiuta a diventare liberi dal desiderio esagerato dei beni di questa terra.
Bisogna diventare “poveri di spirito”
o come dice S. Ignazio, indifferenti a
tutte le cose in modo che non si voglia la salute piuttosto che la
malattia, benessere piuttosto che vita breve. Sempre desiderando ciò che Dio ci
dà. Ecco allora la preghiera:”O Signore,
se mi trovo in una situazione di sofferenza, non mi voglio disperare”. Ed
ancora:”Se nessuno vuole il mio bene, mi
basta il tuo Amore. Sempre Signore ti voglio lodare e ringraziare”. Dovrò
aggiungere: “O Spirito Santo, voglio
conoscere bene la Parola di Dio per avere il dono della Sapienza che mi permetta di distinguere il bene dal
male; mi faccia capire il senso cristiano della mia vita. Dammi il dono dell'Intelletto per valutare tutto
secondo la Parola di Dio e non secondo la mia mente. Voglio, con il tuo aiuto,
essere costante e tenace nel tentativo di dominare me stesso e paziente nella
sofferenza e così conquistare il dono
della Fortezza. Se ho paura che mi succeda qualcosa, è pregare prepararsi
al peggio , poi Dio farà quello che è giusto, ma intanto mi sono liberato dalla
paura”.
Se prego, cioè rifletto per convincermi a vincere
me stesso nei desideri terreni sbagliati, nei sentimenti sbagliati, nelle
azioni sbagliate, allora con l'aiuto di
Dio – che c'è sempre – avremo una vita ordinata, equilibrata e serena. Quanti squilibrati in meno ci sarebbero in
questo mondo, solo che praticassero la PREGHIERA GIUSTA per rasserenare e guarire, prima di tutto,
la propria anima....!!!!!
Rifletti:”si gode la vera pace quando la carne è sottoposta
allo spirito e lo spirito a Dio”. (San Leone Magno).
La preghiera personale non è fatta solo di parole,
ma di azioni, ma di azioni ed opere concrete. Una volta si chiamavano
“fioretti” o “mortificazioni”. Si stabiliva, ad esempio, di fare per un mese
un'opera buona o di evitare un difetto, in modo tale che, presa la buona
abitudine, si continuava a vivere da convertiti. L'egoismo umano a poco a poco
li ha trasformati in esercizi inutili del proprio autocontrollo ed ora non si
parla più né di fioretti né di mortificazione.
Si
prega, si medita, per trasformarsi da esseri umani in figli di Dio, per
eliminare i propri difetti.
Per facilitare il cammino di conversione
è necessario cercare la causa del nostro difetto.
Zaccheo era un imbroglione, la causa del suo
peccato era l'attaccamento al denaro.
Quando ha deciso di diventare onesto, ha promesso a Gesù di dare la metà dei
suoi beni ai bisognosi. Per correggersi non sarebbe bastato promettere di non
imbrogliare più, come spesso facciamo noi, ma si è concentrato sulla causa del
suo agire disonesto. Inoltre s'impegna a riparare al male fatto. Agendo così
non ha più interesse ad imbrogliare gli altri.
Delle persone dicono di non pregare perchè non
hanno nulla da chiedere; oppure si lamentano perchè pur avendo pregato molto
non hanno ottenuto nulla. Chi è illuminato dalla Parola di Dio sa che si prega
per eliminare le cattive abitudini ed ordinare la propria vita per non essere
schiavi del piacere; si diventa cristiani,
cioè come Gesù Cristo. Il cammino
non è né facile né breve, ma è necessario. Chi è di buona volontà incominci
senza scoraggiarsi per le cadute; man mano tutto diventerà meno difficile. Amen.
“La preghiera purifica l'animo, regola gli
affetti, dirige le emozioni, corregge gli eccessi” (San Bernardo).
“Il miglior
successo è conquistare se stesso” (Trilussa).
“I Santi, non tutti hanno cominciato bene,
ma tutti hanno finito bene” (il Curato d'Ars).