Rallegratevi sempre nel Signore
E' san Paolo che ce lo
dice (Ef 4, 4).
Si può comandare un sentimento di essere sempre nella gioia?
La risposta dipende dalla natura della gioia
a cui ci si riferisce. C'è una gioia legata ai fatti favorevoli che non dipendono da noi. Ma c'è una gioia, quella
vera, che dipende da noi, legata alle nostre scelte di vita. E' la gioia
che Gesù dà a chi imita il suo esempio con convinzione, a chi condivide i suoi
sentimenti e si convince a seguirlo sulla via della croce e non sulla via del
benessere terreno, che non ci è stato promesso.
Quando san Paolo scrive
queste parole si trova in carcere, a motivo della fede, privo di tutto;
la sua stessa vita è in pericolo. Egli però, attraverso la preghiera si è
educato ad amare Gesù anche nelle difficoltà, anche
nell'imminenza della morte.
Paolo ha la pace perchè
vuole guadagnarsi il Paradiso accettando le sofferenze, il carcere, fino a
quando Dio vorrà e anche la morte; non ha peccati mortali sulla coscienza e
quindi è sereno.
Perciò invita i cristiani a vivere sempre
nella serenità, abbracciando la vita cristiana non a metà, ma in pienezza,
ringraziando Dio per le prove che ci manda e ricordandosi di quello che ha
detto Gesù: “Beato chi soffre”, perchè se accetta la prova avrà la felicità eterna. La serenità conquistata è il segno della pienezza della vita cristiana in noi; a questo
punto il nostro paradiso è già incominciato; nell'altro mondo, quando poi le
prove saranno finite, la nostra felicità sarà totale. Convinciamo
a coltivare in noi sentimenti cristiani e non umani per vivere nella gioia di
Cristo ad esserne i testimoni nel mondo.
Il segno di Croce esprime l'impegno di volere
vivere secondo le direttive di Dio e non secondo i nostri desideri terreni,
secondo l'esempio di Gesù, pronto all'ubbidienza anche di fronte alla morte.
Molta sofferenza è causata dal nostro
egoismo.
Molte sofferenze provengono
dalla nostra immaturità umana e cristiana o dalla nostra cattiveria o dalla
nostra disubbidienza a Dio.
Esse non sono volute da Dio ne’ ci servono per andare
in Paradiso, anzi le dobbiamo eliminare al più presto se vogliamo vivere
serenamente.
Siamo infelici quando
vogliamo assolutamente i
beni di questa terra (salute, soldi, affetti) e non ci passa per la mente che
non sono necessari per la vita eterna. I falsi cristiani non sono disposti ad
accettare la prova dalle mani di Dio e si disperano; peggio per loro! La
disperazione non rende felici e neppure elimina la
sofferenza
Immaturità affettiva: causa atroci sofferenze. Invece di educarci
a volere il bene degli altri, noi vogliamo che gli altri vogliano
il nostro bene, inoltre inseguiamo i nostri istinti che ci spingono ad
innamorarci degli altri. Le conseguenze sono:
gelosia, delusione, paura di perdere l’affetto della persona di cui siamo innamorati e quindi disperazione.
Per eliminare queste inutili sofferenze,
dobbiamo imparare a pregare così:
-Signore, se mi togli i beni di questa terra, sia fatta la tua volontà, perchè e’ più importante venire in Paradiso-.
Questa preghiera va fatta spesso e con
convinzione. Gesù l’ha fatta nell’orto degli ulivi ed e’ morto
serenamente. Se la nostra preghiera e’ sincera e
costante ci porterà’ al distacco dai beni di questa
terra e resteremo sereni quando Dio, per il nostro bene, dovrà toglierci i beni
terreni.
Bisogna anche pregare così: - Signore, non
voglio essere schiavo dell’affetto degli altri. Di Te devo riempire il mio
cuore. Quando mi proverai delle persone a me care, accetterò’
la tua volontà. Questo equilibrio affettivo, ci renderà felici.